Agrigento è ancora in Italia? Quando la stupidità fa canestro

Lo sponsor della Fortitudo Bologna alla vigilia dell'incontro: la raggiungeremo con i canotti...

Cristian Pavani, Daniele Cinciarini, Federico Ballandi

Cristian Pavani, Daniele Cinciarini, Federico Ballandi

Onofrio Dispenza 28 aprile 2017

"Stupidario italiano" è il tomo imponente che si sta scrivendo nel nostro Paese. Work in progress per un'opera che passerà alla storia per in numero immenso di pagine. "Stupidario" fatto di tanti contributi, da ogni settore della vita. Cose dette, scritte, ripetute, diffuse in rete, affidati ai social. A contribuire con uno peso specifico notevole, lo sport e quanti girano attorno allo sport: proprietari, dirigenti, atleti, giornalisti sportivi e quanti in un modo o nell'altro, sano o malato, si avvicinano allo sport. In questo ideale libro della stupidità italica nelle ultime ore sono entrare le parole di un dirigente sportivo. Siamo nella pallacanestro, vertici della serie A2, vigilia di ottavi di finale per andare in A1. Lo sfondo è Bologna. E' vigilia della sfida Kontatto-Bologna Fortitudo- Agrigento. La "gara 1" si giocherà nella Città dei Templi. Ecco, alla vigilia il main sponsor della Kontatto Bologna, Federico Ballandi nel corso di una conferenza stampa, con un poco intelligente sorriso stampato in faccia, ha detto "Agrigento? Ma si trova in Italia?". Non sazio del suo personale, importante, contributo allo "Stupidario italiano", ha continuato: “Agrigento è ancora in Italia? La raggiungeremo con i canotti…”.

Il dirigente non ha avuto alcun dubbio di aver detto una sciocchezza ingiuriosa. L'occasione era sportiva, la presentazione di un nuovo atleta della squadra bolognese, Andrea Cinciarini. La raffica di battute sciocche di Ballandi, gratuite, provocatorie e di quel razzismo quotidiano e diffuso che annaspa nelle paludi del pensiero di questo Paese, non ha indignato chi gli stava accanto. Anzi, Cristian Pavani, direttore generale della Fortitudo Bologna ha pensato bene di sorridere. Agrigento non ha sorriso, compostissima la reazione di un atleta della Fortitudo, peraltro bolognese, Ale Piazza, play maker della squadra di Agrigento: “Cosa rispondo? No comment. Faremo parlare il campo, anzi lo ringraziamo, queste dichiarazioni hanno dato maggiore spinta a fare bene”. Dimenticavo, a Bologna sempre parlando di Agrigento è stato aggiunto: “Frecciarossa o canotti, vedremo di raggiungere questa località”.
Per chiudere, intanto una utile informazione di servizio ai maldestri ed irresponsabili dirigenti bolognesi: l'alta velocità non è stata concessa alla Sicilia, quindi niente Frecciarossa. Poi, una avvertenza: complicato avventurarsi in canotto per raggiungere la Sicilia. Per averne prova basterebbe che il dirigente delle battute guardasse qualche tg o leggesse qualche giornale. Alla voce "tragedia della disperazione nel Mediterraneo, strage di uomini, donne e bambini" troverebbe le ragioni del mio invitoe alla prudenza. Per il resto, un paio di riflessioni. La realtà della pallacanestro di Agrigento, della Fortitudo, è tra le più belle e pulite del panorama sportivo italiano. Gli appassionati di basket di Agrigento sono sportivi entusiasti e maestri di civiltà. Ultima nota: se volessi entrare anche io tra i mille autori dello "stupidario italiano" all'imprudente dirigente del basket bolognese ricorderei cos'erano i luoghi da lui battuti oggi quando Agrigento era Akragas ed era cantata come la più bella città dei mortali, cantiere di scienze, di lettere, di arte e di pensiero. Si lo so, il pensiero non è il forte del dirigente bolognese. Che dovrebbe essere ri pesantemente chiamato dagli organi federali per le sciocchezze dette. In un panorama sportivo tanto malato, il basket appare  ancora un'isola quasi felice. Non si consenta ad un cretino di cambiarne i connotati. Appuntamento al prossimo capitolo dello "Stupidario". Non mancherà occasione.