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Lazio 6 grande: le pagelliadi

Nel giro di una ventina di minuti (26 per l’esattezza), la Lazio ha steso il Palermo chiudendo subito la partita

Keita e Immobile

Francesco Troncarelli

24 Aprile 2017


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9 a c pienz tu Cirù (cit. Gomorra)
Nel giro di una ventina di minuti (26 per l’esattezza), la Lazio ha steso il Palermo chiudendo subito la partita e proiettandosi con la testa al derby. Nel prosieguo infatti la Mitica ha tirato i remi in barca e il match è diventato un amichevole che ha permesso agli avversari di rialzare la cresta, ma inutilmente, perché la Lazio è grande. E lo è grazie al suo allenatore. Da quando un anno fa giocando proprio contro i rosanero è diventato il mister biancoceleste, Inzaghi ha trasformato un gruppo alla sbando (Pioli) in una squadra di calcio, lanciando giocatori e rivitalizzandone altri come il bomber della nazionale che con una splendida doppietta (e sono 20 reti), ha dato il la alla vittoria. Bravo Simone e forza ragazzi, siamo con voi.
9 a Nembo Keita
Una tripletta storica. Uno spettacolo nello spettacolo. Un trionfo personale. Un exploit che zittisce i criticoni e galvanizza il bimbo de oro. Uno, dos, tre e via, tutti in piedi a battere le mani. E le sue  alzate di testa? Tranquilli ci sono state anche questa volta, ma erano le più belle, le migliori del suo repertorio, vederlo partire in quarta a testa alta infatti è stato fantastico. Come un acuto di Bocelli o buon piatto di Amatriciana, scegliete voi.  
7 e mezzo a monsignor Milingo   
L’Esorciccio c’è e si vede e quando ci si mette non ce ne è per nessuno. Come Fiorello con la sua Edicola. Ruba palloni, fa a spallate in mezzo al campo, smista i compagni. Riesce a risolvere facilmente le cose più difficili, né più me meno di Amadeus che ha preso il posto di Frizzi a “I soliti ignoti” e ha fatto strike.
7+ a Crecco bene, sono della Lazio
Quello che ha portato il tennis all’Olimpico. Il set (e il sesto) è il suo, Nadal per gli avversari.
7 a dillo a Parolo tuo
Che cosa sei, che cosa sei, che cosa sei, cosa seeeiiii, non cambi mai, non cambi mai, non cambi mai, cambi maaaiiii, Parolo, Parolo, Parolo, soltanto Parolo, Parolo per noi.    
6 e mezzo a Biglia R. Dino
Due più due quattro, tre per tre nove, dieci diviso cinque due. Tema, come hai passato Pasqua? Svolgimento, sono stato dai nonni, ho preso l’uovo, l’ho aperto e ho trovato un orsetto di peluche bellissimo che ho attaccato vicino al letto. Come svolge il compitino lui, neanche Paolo Bonolis che quando parte coi suoi discorsi ci vuole l’interprete per capirlo. Eppure questa volta non gli si può dire nulla, perché anche volendo era inutile salire in cattedra come una Selvaggia Lucarelli qualunque. Troppo modesti i rosanero, troppo furbo er Sorcio pe’ dasse da fa. Domenica però c’è l’esame, vedremo se passa.
6 e mezzo a veni, vidi, Lulic al 71°
Immarcescibile, come Pippo Baudo, E meno male, perché su di lui puoi sempre contare, come Baudo. Anche se ha i piedi fucilati, come Pippone appunto.  
6+ all’Olandese volante
Il ministro della difesa è lui, non ci sono dubbi. Il fatto però è che si sta italianizzando un po’ troppo e qualche gaffe la fa pure lui (primo gol di Luciano Rispoli), né più né meno della Pinotti quando ha sbagliato la foto del tweet sui soccorsi per l’emergenza neve.
6 a Braveheart Wallace
Boni, che sto giro non ha combinato casini. Come Alba Parietti a “Ballando con le stelle”.
6 a chiedimi se sono Felipe
Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, che hanno tutti i fantasisti come lui retrocessi terzini e non ce la fanno più a tirare la carretta, si capisce come la saudade lo abbia immalinconito più del solito. Niente selfie, niente messaggi vocali e neanche cartoline dall’Olimpico. C’era una volta il “Turista per caso”, ora è rimasto solo per caso.   
6- a Lukakau Meravigliau
E’ entrato nel secondo tempo. Si dice. Sembra. Falso allarme, era a Formello a rifare il letto della brandina perché la notte non aveva dormito. Lo sbadiglio che la telecamera galeotta ha immortalato appena ha messo piede in campo lo conferma. Sarà ingaggiato come testimonial della camomilla “Sogni d’oro”.
5 e mezzo a Sylva Strakoshina
Incolpevole sui gol subiti, la leggenda metropolitana che circolava. Si vabbè, ma è anche vero che era tutto preso col torneo di Burraco insieme ai fotografi assiepati dietro la sua porta. Del resto con la cinquina realizzata pensava si andasse a tombola e si era un po’ distratto. Invece il tombolino glielo hanno fatto a lui.
5 all’incredibile Hudt
L’uomo che si è fatto dittongo con quel retropassaggio assassino ha ricordato il miglior Oscar Lopez. E’ stato l’anello debole del reparto. Come Gigi D’Alessio alla nuova serie di “Made in Sud”. Sipario.

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Appunti di gioco
di Roberto Taglieri
Domenica, 23 aprile 2017
Una valanga di reti sotterra il Palermo. All’Olimpico nella 33sima giornata di Campionato i biancocelesti dilagano contro i rosanero: apre una doppietta di Immobile, segue una tripletta di Keita nel primo tempo, due gol di Rispoli ad inizio ripresa accorciano le distanze per gli ospiti, ma sigla ancora Crecco a tempo scaduto, fissando il risultato definitivo sul 6-2. Era vincere l’imperativo categorico degli uomini di Inzaghi, che oggi ritrovano Lulic titolare. Il mister di Piacenza vara una difesa a 3, con Anderson esterno di centrocampo e Keita che fa coppia con Ciro Immobile davanti. Invece Bortoluzzi opta per un 3421, inserendo Rispoli al posto di Chochev e Gonzalez in difesa per lo squalificato Aleesami, infine con Sallai c’è anche Lo Faso dietro a Nestorovski. Ha inizio la partita ed in poco più di un minuto i biancazzurri la chiudono virtualmente. Infatti all’8’ Immobile sfrutta alla perfezione un calcio d’angolo, anticipando Gazzi di testa e piazzando in rete il pallone dell’1-0. Nemmeno il tempo di centrare che Milinkovic dalla sinistra mette in mezzo un cross su cui ancora Immobile di piatto segna la sua doppietta personale. Al 20’ una bella invenzione di Anderson non trova la deviazione di Parolo: è il preludio al terzo gol di Keita, che si libera in mezzo all’area e fa partire un destro che trafigge ancora Posavec. Al 23’ Fabbri decreta il rigore per l’atterramento di Keita da parte di Morganella; batte lo stesso Balde Keita, che segna il 4-0, nonostante  il portiere avesse intuito la direzione del tiro. Ancora 2’ e il pallonetto di Keita buca per la quinta volta la porta rosanero. La Lazio dilaga: la manita dopo nemmeno mezz’ora fa assumere alla partita i connotati di un allenamento. Nella ripresa Inzaghi toglie dalla mischia Parolo, diffidato, per Lukaku ma i biancazzurri rientrano in campo troppo molli e la mancanza di concentrazione si fa sentire subito. Infatti Rispoli segna la prima rete del Palermo con un rasoterra che passa tra palo e portiere e finisce nell’angolino basso alla destra di Strakosha. Poco dopo un errore di Hoedt, che passa il pallone troppo debolmente a Strakosha, favorisce ancora Rispoli, che dopo una  carambola mette nel sacco il pallone del 5-2. Nulla cambia però: troppo grande il divario in campo e il disavanzo di gol. Al 64’ la punizione di Milinkovic impegna in tuffo Posavec, poi il destro di Keita al 73’ va fuori. La partita nella ripresa resta priva d’intensità, controllata agevolmente dalla Lazio, che aspetta solo il triplice fischio di Fabbri per archiviare questa gara. Invece proprio allo scadere in mischia è Luca Crecco, da poco in campo a buttare in porta di piatto destro la sua prima rete in serie A, che tramuta il risultato finale in un punteggio tennistico: 6-2. Tre punti fondamentali per il cammino in Europa, visti anche i risultati delle inseguitrici: la Lazio a quota 64 mantiene ben salda la quarta posizione e si gode la bella vittoria in attesa della stracittadina in programma domenica prossima.
Lazio-Palermo 6–2      8’ 10’ Immobile  21’ 24’ 26’ Keita  47’ 51’ Rispoli 90’ Crecco
Lazop: Strakosha, Wallace,De Vrij, Hoedt, Anderson, Biglia, Parolo (46’ Lukaku), Milinkovic (70’ Crecco), Lulic, Keita (83’ Lombardi), Immobile. All Inzaghi  
Palermo: Posavec,Sunjic, Goldaniga, Gonzalez, Rispoli, Gazzi, Jajalo (66’ Chochev), Morganella, Sallai (25’ Henrique), Lo Faso (75’ Trajkovski),  Nestorovski. All. Bortoluzzi
Arbitro Fabbri

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