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Cantone: l'infiltrazione della 'ndrangheta nella tifoseria juventina è preoccupante

Il presidente dell'Anac in un'intervista interviene sul caso dei rapporti tra il club bianconero e i clan mafiosi.

Cantone
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globalist

7 Aprile 2017 - 14.44


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Il presidente dell’Anac Raffaele Cantone, in un’intervista al Tg Zero di Radio Capital, è interbenuto sul caso dei rapporti tra il club bianconero e i clan della ‘ndrangheta: “La vicenda della Juventus e delle infiltrazioni della ‘ndrangheta è oggettivamente preoccupante, perché la Juve in qualche modo ha sempre rappresentato il fiore all’occhiello delle nostre squadre, un po’ quella che noi portavamo come esempio. Ad esempio lo stadio della Juve è una best practice tra tutti gli stadi del nostro Paese. Tra l’altro dietro la Juve c’è sempre stata una famiglia che storicamente ha rappresentato il meglio del Pese dal punto di vista imprenditoriale”. 

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Poi ha continuato: “Questa vicenda un minimo di macchia la porta, perché comunque delle infiltrazioni ci sono state. Ma è un tema su cui non bisogna meravigliarsi più di tanto: le infiltrazioni ci sono in tante altre squadre del Nord, dove non c’è mafia, ma ci sono spaccio di droga e violenza. Io stesso scrissi un libro sulle infiltrazioni nella curva del Napoli. La presenza della criminalità nelle curve è purtroppo un dato strutturale”. Infine, conclude: “Io spero che la ‘ndrangheta sia stata tenuta più lontana possibile. Comunque, non mi piace l’idea della caccia alle streghe alla Juve, non mi piace l’idea di dire adesso che il problema del Paese sono diventate le curve della Juve”. 

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