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La Lazio si è tolta il Sassuolo. Le Pagelliadi

Nel giorno del ricordo di Chinaglia, i biancocelesti vincono al Mapei Stadium per 2 a 1, continuando a sperare in un posto nell'Europa che conta.

Ciro Immobile in Sassuolo-Lazio
Ciro Immobile in Sassuolo-Lazio

Francesco Troncarelli

2 Aprile 2017 - 09.46


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8 e mezzo a c pienz tu Cirù?  (cit. Gomorra)

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Nel giorno del ricordo di Chinaglia, i ragazzi di Inzaghi hanno onorato la maglia biancoceleste con una prova di grande carattere. Sotto di un gol in un primo tempo con le gambe molli e la testa già al derby, hanno recuperato la svantaggio con un bel gol del bomber della Nazionale (20esimo con l’Aquila sul petto e numero 50 in carriera:bravo!), per poi ribaltare definitivamente il risultato grazie a un autorete frutto della grande pressione e della supremazia sempre più evidente. La Lazio insomma c’è e non molla, nello spirito della sua storia ultracentenaria. E adesso andiamo Chinaglia, andiamo!

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7+ ad Angelo Lombardi (l’amico degli animali)

Dynamic 1

Eccolo qua il baby biancazzurro, fresco di rinnovo di contratto che lo lega per anni e d anni ai colori che hanno portato il calcio a Roma. Nell’autogol che ha determinato la vittoria c’è la sua firma, la sua zampata, la sua caparbietà. Battiamo le mani ai nostri aquilotti.

6 e tre quarti a Lukakau meravigliau

Dynamic 2

Dice, ma allora questo fa sul serio. Sembrava ‘na mezza sega internazionale della serie “tutto fumo e poco arrosto” e invece, eccotelo tiè, è diventato una certezza. Come Amadeus che nun je davi na lira ne “I soliti ignoti” e invece ce l’ha fatta. E’ proprio vero, mai fidarsi della prima impressione. Vedi Emiliano nella corsa alla segreteria del PD, sembrava lanciatissimo, è rimasto al palo.

6 e mezzo a chiedimi se sono Felipe

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Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così che hanno tutti i fantasisti diventati terzini che manco Rocco c’avrebbe pensato, il caballero stanco per antonomasia di Formello e dintorni è riuscito comunque a garantire l’estro e la giocata al momento giusto (chiedere a Ciro conferme). Poi vabè, cartoline dal Mapei, mattonelle acquistate direttamente in fabbrica, selfie coi ceramisti a raffica. Al solito insomma, tipo le litigare tra la Parietti con Selvaggia Lucarelli.

6 e mezzo a Nembo Keita

Dynamic 4

Meno reattivo del solito, né più né meno di Fausto Leali a “Ballando con le stelle”, si è confermato il portafortuna della squadra. Entra lui e qualcosa comunque succede. Come quando arriva Sgarbi in qualche trasmissione: un delirio.

6 e mezzo a veni, vidi, Lulic al 71°

Dynamic 5

Nei primi 45 minuti quando tutti annaspavano e andava in onda la fiera degli errori (e pure orrori, va), l’Eroe del 26 maggio è stato l’unico a dare il fritto. Lanci, corse, addirittura finte, che per uno come lui che ha i piedi fucilati è come dire che “Made in sud” con Gigi D’Alessio è un programmone e no ‘na ciofeca. Il nostro Gladiatore è comunque uno che se fa er mazzo, che tira la carretta a prescindere, che se non ci fosse bisognerebbe inventarselo. E scusate se è poco.

6+ a Patric del Grande Fratello 

Quando nella riprese si è trovato in buona posizione e ha tirato na ciavattata alle stelle, a molti è sembrato ricordare il miglior Podavini. Per il resto tanta caciara in mezzo al campo come da copione e i mitici colpi alla zazzera come quella reclame storica della “Libera e bella”. Un grande.

6 + a monsignor Milingo

Quando uno che è solitamente il più in palla, stenta a carburare come un Luca Giurato qualsiasi, si nota subito. E così è stato per l’Esorciccio, che spesso e volentieri ha annaspato, non riuscendo neanche a protestare quando è stato atterrato per chiedere il sacrosanto penalty. Provaci ancora Sergej, ti rivogliamo come sempre.

6 a Biglia R. Dino

Er Sorcio è il testimonial di questa partita. Primo tempo da dimenticare, come la nuova versione di “Furore” con Gigi e Ross. Seconda frazione da applaudire, come la lite da comari tra Giancarlo Magalli e Adriana Volpe: che spettacolo.

6 al Duo dei tulipani

L’olandese volante e l’uomo che si è fatto dittongo. Tra pasticci difensivi da oggi le comiche, a recuperi clamorosi come quelli di Renzi nonostante la botta che ha preso. Inseparabili come Totò e Peppino, immarcescibili come Baudo e Balestra, spesso e volentieri insuperabili come Er Faina. Come le spara lui, nessuno altro. Manco Martufello.

6- a Innamoradu

Ha combinato più casini lui là dietro che il ministro Poletti con le sue dichiarazioni sul calcetto e i curriculum. Poi però si è ripreso, mentre il ministro che te lo dico a fa…

5 e mezzo a dillo a Parolo tuo

E’ partito in quarta, è arrivato in folle. Avete presente Morgan ad “Amici” di Maria De Filippi?

5 a Sylva Strakoshina

Un tracollo che non ti aspetti. Lui, il portiere che aveva rimesso ordine in guardiola sbarrando il passo ai petulanti Testimoni di Genova, ai finti letturisti Acea ma sòla veri e ai rompi di ogni ordine e grado, è scivolato sulla buccia di banana dell’uscita a valanga causando il patatrac. Dall’oroscopo di Branko, la Luna consiglia: non fidarsi troppo di se stessi, a volte un bagno d’umiltà vi rimette sulla strada giusta. Appunto.        

 

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Appunti di gioco

di Roberto Taglieri

Sabato, 1 aprile 2017. A Reggio Emilia la Lazio fa bottino pieno: sotto di un gol per un rigore trasformato da Berardi, i biancocelesti raggiungono il pareggio con Immobile al termine del primo tempo e riescono addirittura a vincere la partita nel finale grazie ad un autogol di Acerbi su cross di Lombardi: 1-2 il risultato conclusivo dell’incontro. Per l’anticipo della trentesima giornata Inzaghi recupera tutti: il dubbio riguarda solo De Vrij che alla fine parte titolare, mentre il turnover interessa solo Basta, che è sostituito da Patric; in avanti come al solito Keita si accomoda in  panchina. I neroverdi non vincono dal 19 febbraio, un solo punto in quattro partite per la squadra di Di Francesco che non può disporre di Antei, Biondini e Magnanelli. A centrocampo ci sono sia Missiroli che Aquilani, infine Defrel parte mezzo acciaccato ma è ugualmente della gara. Che fosse una partita difficile si sapeva, ma oggi sin dai primi minuti la Lazio non mostra una gran dinamismo; i biancocelesti tengono comunque il campo benino, ma al 25’ un errore di Strakosha cambia all’improvviso le carte in tavola. Il portiere laziale in area abbatte ingenuamente Berardi lanciato a rete e Giacomelli decreta il rigore, che lo stesso Berardi trasforma e porta in vantaggio gli emiliani. Un minuto dopo una dormita di De Vrij permette a Defrel di tirare in porta ma stavolta il pallone finisce di poco a lato e la Lazio si salva dal raddoppio. Il Sassuolo tiene bene palla, fa correre la Lazio e si costruisce pure qualche opportunità di rilievo. Al 38’ un diagonale di Lirola passa vicino al palo lontano di Strakosha: oggi pomeriggio la squadra di Di Francesco appare senz’altro più brillante e caparbia dei biancazzurri. Ma nel finale di tempo mentre i padroni di casa provano a chiudere in avanti, una gran giocata di Anderson manda in profondità Immobile, che di sinistro rasoterra batte Consigli per il provvidenziale quanto insperato pari biancazzurro. A tempo scaduto infine una discesa di Lulic semina il panico; il passaggio è per Ciro Immobile che calcia subito, ma Cannavaro intercetta sulla traversa il suo tiro ed il Sassuolo si salva in extremis. Nella ripresa i due allenatori non cambiano nulla; il Sassuolo continua a far girare bene palla ma rischia sugli affondi laziali, più incisivi e pericolosi come al 55’, quando  il tiro di Immobile dai 16 metri è respinto da Consigli. Doppio cambio per Inzaghi al 57’: entrano Balde Keita e Lukaku, che sostituiscono Lulic e Hoedt, con Radu che quindi va a fare il centrale. Di Francesco risponde con Duncan che rileva Missiroli; la gara non offre spunti di rilevo, da segnalare ancora due cambi con l’ingresso in campo di Matri e Lombardi con la partita che si avvia verso la fine. Quasi a giochi fatti però proprio il nuovo entrato Lombardi dalla destra va al dribbling, poi opera un cross che carambola sui piedi di Acerbi e finisce alle spalle di Consigli per l’autogol del vantaggio laziale. Il Sassuolo non ci sta: all’89’ Pellegrini raccoglie un cross di Duncan, di testa anticipa bene Radu e colpisce la traversa, poi Berardi si mangia un’altra rete ma per gli emiliani non è giornata: con gran cinismo ed una bel po’ di fortuna stavolta la Lazio si porta a casa l’intera posta. I biancocelesti non convincono ma oggi sono maestri di opportunismo, capitalizzando al massimo le occasioni avute. Così la truppa di Inzaghi sale a quota 60 punti, quarta in classifica e di nuovo vittoriosa in trasferta dopo il mezzo stop di Cagliari: davvero un bel viatico della partita di martedi prossimo che da sola vale tutta una  stagione.

SASSUOLO  LAZIO    1–2       26’ Berardi (rig.)  42’ Immobile  87’ Acerbi (aut.)

SASSUOLO: Consigli, Lirola, Acerbi, Cannavaro, Dell’Orco, Aquilani, Missiroli (63’ Duncan), Pellegrini, Berardi, Politano, Defrel (70’ Matri). All: Di Francesco

LAZIO: Strakosha, Patric, Hoedt (57’ Lukaku), De Vrij, Radu, Parolo, Biglia, Milinkovic, Lulic (57’ Keita), Anderson (78’ Lombardi), Immobile.  All: Inzaghi

Arbitro Giacomelli

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