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Lazio, Ciro il grande. Le Pagelliadi

La Lazio batte il Bologna per 2 a 0 e agguanta il quarto posto in classifica.

Ciro Immobile
Ciro Immobile

Francesco Troncarelli

6 Marzo 2017 - 09.04


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Bologna-Lazio  0-2

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9 a c pienz tu Cirù?  (cit. Gomorra)

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L’onda lunga del derby non si arresta. La Lazio gagliarda e tosta ha vinto anche al Dall’Ara stendendo il Bologna con una doppietta del suo bomber principe: Ciro il grande (16 reti). E’stata una partita senza tanti sussulti particolari, perchè la supremazia tecnico tattica degli Inzaghi boys che avrebbero dovuto chiudere la pratica già nel primo tempo, è stata evidente. Ma si sa, le occasioni sciupate sono ormai un classico e bisogna sempre giocarsela sino alla fine. Parlano comunque i numeri, 53 punti e quarto posto in solitaria. L’avreste detto ad inizio stagione? Forza ragazzi, siamo con voi!

 

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8 a monsignor Milingo

Che anno è, che giorno è, questo è il tempo di vincere con te. Nel giorno del compleanno del nostro Lucio Battisti è lui ad accompagnare la squadra per mano, anzi per piede (e che piede) verso la vittoria. Cieli immensi come le sue giocate e immenso amore come quello che sta dimostrando per la maglia con l’Aquila sul petto. Tu chiamale se vuoi emozioni, noi lo chiamiamo Esorciccio.

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7 e mezzo a veni, vidi, Lulic al 71°

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L’Eroe del 26 maggio torna in campo e si riprende il suo posto con autorità. C’è il suo zampino, come sempre, nell’incornata di Ciruzzo, ma c’è soprattutto la sua grinta e voglia di vincere nel risultato portato a casa da biancocelesti. Immarcescibile. Come Pippo Baudo.

 

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7+ a dillo a Parolo tuo

Lo stacanovista biancazzurro colpisce ancora. Come Selvaggia Lucarelli contro la Parietti a “Ballando con le stelle”. E’ l’uomo ovunque, lo trovi dappertutto. Nino Frassica che in Rai è come il prezzemolo, al confronto je spiccia casa. 

 

7 al duo dei Tulipani

L’olandese volante e l’uomo che si è fatto dittongo. Il ministro della difesa e il suo sottosegretario. Dio li fa e poi li accoppia: Una coppia che accoppa e non scoppia. Con loro non si passa. Altro che la Ztl del centro che fa acqua da tutte le parti perche le telecamere non funzionano.

 

6 e mezzo a Tiberio Murgia (Ferribotte dei Soliti ignoti)

Cresce sempre di più. Come Gabbani col suo Karma sanremese su yotube. Partita dopo partita si conquista sul campo i gradi di regista del futuro prossimo venturo. E pensare che è un ragazzino, ma non vuol dire nulla, pure Rovazzi che è un pupo ha fatto il botto. Allora “Andiamo a comandare” aquilotto.    

 

6 e mezzo a Sylva Strakoshina

Adesso voglio vedere se i condomini che protestavano tanto col vecchio portiere, c’hanno ancora da ridì pure co’ questo. Aò, da quando s’è piazzato in guardiola non passa più nessuno. I Testimoni de Genova hanno cambiato città, quelli del Folletto hanno cambiato strada e i finti esperti Enel che fanno firmà i contratti-sòla, se so’ buttati su Tor di Valle perché lì se magna sicuro. Un trionfo.

 

6 e mezzo a chiedimi se sono Felipe

Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così che hanno tutti i “Turisti per caso” come lui che regalano assist a raffica ma se divorano i gol come se fossero pasticcini mignon: uno dopo l’altro. Bandolero stanco e goleador in bianco, questa è la triste realtà dei fatti. Una vera iattura. Né più né meno della Bertè presenza fissa a “Standing ovation”.

 

6+ a Basta e avanza

Se il Drugo de noantri l’avesse messa dentro con quel tiro al volo, molti avrebbero gridato al miracolo. Come se Renzi avesse ammesso qualcuno dei suoi sbagli.

 

6+ a Innamoradu

Il più romano dei romeni c’è, e si vede. Come Abatantuono a “Quelli che il calcio”. Basta una sua battuta è il programma è salvo dalla prevedibilità di Savino.

 

6 a Biglia R. Dino

Un tempo per fare e disfare. Tipo Emiliano con la scissione dal PD. Tra trame di gioco abbozzate, capitomboli clowneschi e incidenti di routine. Come Emiliano appunto.

 

6- a Keita hai?

Al derby ha spaccato la partita. Stavolta rischiava di spaccarsi con Sergej. Poi per fortuna è finita a tarallucci e vino. Come tra Salvini e Berlusconi. Prosit.   

 

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Appunti di gioco

di Roberto Taglieri

 

Domenica, 5 marzo 2017

La Lazio in trasferta stende il Bologna. Al “Dall’Ara” una doppietta di Ciro Immobile consente alla squadra biancoceleste di avere la meglio sugli uomini di Donadoni, in una partita dominata quasi completamente dalla squadra Capitolina. Dopo il netto successo nella stracittadina i biancocelesti in trasferta cercano di recuperare terreno in chiave Champions; mister Inzaghi ritrova Biglia dopo la squalifica, dà fiducia ancora a Strakosha, visto che Marchetti non è ancora al meglio, inoltre fa giocare Anderson e come nel Derby tiene inizialmente Keita in panca. Donadoni invece preferisce Viviani a Pulgar, con Verdi e Dzemaili dietro a Petkovic. Dopo qualche schermaglia inconsistente delle due squadre il Bologna è colpito a freddo. Infatti già al 9’ i biancazzurri sbloccano: il cross dalla sinistra di Lulic trova la testa di Immobile, che solo soletto spedisce in rete il pallone dello 0-1. Nemmeno il tempo di centrare che sempre Immobile, stavolta su assist di Biglia, potrebbe raddoppiare, ma il suo tiro a girare finisce alto di pochissimo. Al 25’ il duetto Milinkovic- Anderson porta il serbo al tiro, ma il portiere riesce a respingere con il piede un rasoterra insidiosissimo. Alla mezz’ora Strakosha blocca una punizione dal limite di Viviani, che è il primo tiro in porta del Bologna. I padroni di casa soffrono la netta supremazia laziale, i biancazzurri dominano ma non riescono a chiudere il discorso, nonostante le azioni prodotte. Petkovic al 41’ non riesce a sfruttare un erroraccio di Biglia, che sul pressing perde palla al limite dell’area: il tiro del croato termina di poco out, sprecando un pareggio quasi fatto. Poco prima del fischio finale del primo tempo da segnalare un forte tiro di Basta  preda di Mirante. Nella ripresa il Bologna cerca di premere con più energia, ottiene però in concreto solo un calcio piazzato al 51’ che non ha esito. La Lazio scade un po’ in velocità ma intanto perde Biglia, che subisce una botta alla gamba sinistra e viene sostituito da Murgia. Al 61’ Immobile impegna Mirante con un rasoterra dai 16 metri, mentre Inzaghi decide che è il momento di Keita, visto che Anderson oggi sembra un po’ troppo svogliato. I biancazzurri controllano la partita sempre con grande tranquillità e in ripartenza chiudono la pratica al 74’. La premiata ditta Milinkovic-Immobile confeziona la seconda rete che nasce in ripartenza, con il passaggio filtrante del centrocampista per la punta laziale, che a tu per tu con Mirante lo infila per la seconda volta, decretando la fine virtuale della gara. Gli ultimi minuti sono solo accademia, da annotare solo il tiro di Dzemaili su punizione ed il tris mancato da Parolo nel recupero, prima del triplice fischio di Russo che sancisce la vittoria laziale. Sedici gol di Immobile in campionato, quarto posto solitario per la squadra di Inzaghi, che a quota 53 sta vivendo una settimana stupenda, iniziata con il successo nel derby e terminata con la terza vittoria consecutiva in trasferta, dopo Pescara ed Empoli. Tre punti pesantissimi e meritati per una Lazio davvero in palla che si la lancia a capofitto nella rincorsa europea.

 

BOLOGNA   LAZIO    0-2        9’ 74’ Immobile

BOLOGNA: Mirante, Krafth, Oikonomu, Maietta, Helander, Masina (77’ Krejci), Viviani, Nagy, Dzemaili, Verdi (61’ Destro), Petkovic.  All: Donadoni

LAZIO: Strakosha, Basta, De Vrij, Hoedt, Radu, Biglia (53’ Murgia), Parolo, Milinkovic (80’ Wallace), Anderson (66’ Keita), Immobile, Lulic.  All: Inzaghi

Arbitro Russo

 

 

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