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Tabù olimpico: l'Italvolley è d'argento, vince il Brasile

Niente miracolo, l'Italia perde col Brasile una finale molto tesa e polemica. Ventottesima medaglia azzurra.

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Una fase della finale

globalist

21 Agosto 2016


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Il sogno dell’Italvolley si infrange contro il il muro brasiliano. Si chiude con l’argento della pallavolo l’Olimpiade dell’Italia: nella finale con il Brasile gli azzurri sono stati sconfitti per 3-0 (25-22, 28-26, 26-24). Rio 2016 termina per l’Italia con 28 podi (8 ori, 12 argenti e 8 bronzi), al nono posto del medagliere, come a Londra (dove furono 8 ori, 9 argenti e 11 bronzi).
Nel ’96 ad Atlanta, il gruppo dei fenomeni – Zorzi Giani, Bernardi, Velasco – si schiantò in finale contro l’Olanda. Nel 2004 ad Atene, finì 3 a 1 contro il Brasile. Proprio come oggi al Maracanazinho, dove sul gradino più alto del podio, dopo tre set contratti e quasi mai spettacolari (22-25, 26-28, 26-24) è finito il Brasile, al suo terzo successo nel volley olimpico.
L’oro del Brasile si chiama Wallace de Souza, sicuramente il miglior giocatore del torneo, capace di tenere a galla da solo la squadra verdeoro. La svolta nel secondo game quando un errore arbitrale sul 20-21 dirotta la partita a favore del Brasile. Terzo set equilibratissimo fino alla vittoria di strettissima misura brasiliana. Il sogno olimpico diventa d’argento. Benissimo, ma con polemiche e rammarico.

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Zaytsev e Juantorena, persa occasione della vita  – “Sì, mi sa che quest’olimpico sta diventando una maledizione”. In zona mista, con la medaglia d’argento al collo, lo Zar dell’Italvolley Ivan Zaytsev si ferma per fare l’analisi di questa Olimpiade. “Questa medaglia è comunque un grande premio ai nostri sforzi – dice – in questo torneo affrontato con una bella mentalità, e in cui ognuno ha messo se stesso e la propria storia al servizio degli altri. Noi comunque ci riproveremo sempre, non smetteremo d’inseguire quel gradino più alto del podio anche se certe occasioni non capitano spesso”. Parole ancora più forti da Juantorena, che dopo aver pianto a dirotto in campo ha spiegato il suo stato d’animo: “Abbiamo perso l’occasione della vita”. “Quando siamo tornati da Londra con il bronzo – aggiunge – eravamo delusi, poi l’affetto della gente ci ha fatto capire meglio cosa avevamo fatto. Spero che ora capiti lo stesso, e che questo argento faccia bene a tutto il nostro movimento”. Certe decisioni arbitrali hanno lasciato perplesso anche lui (“ma ormai la finale è finita, e poi la Selecao è forte”, dice Zaytsev), oltre al ct Pippo Blengini che a fine partita, per smaltire la rabbia è andato fuori a fumare una sigaretta (“quel punto era nostro, poteva cambiare la partita. Ma non scrivetelo, perchè il Brasile ha giocato bene…”, dice fra il serio e l’ironico). Quando si calma, Blengini aggiunge che “ci sono degli strumenti tecnologici, vengono utilizzati e interpretati e oggi è stato a favore del Brasile. Sicuramente non abbiamo giocato la miglior partita del nostro torneo, ma è difficile individuare cosa noi abbiamo fatto meno bene delle altre volte e cosa loro hanno fatto meglio di noi. Troppe battute sbagliate? Io direi che stavolta erano meglio ‘registrati’ loro in ricezione. E poi faccio notare che anche loro ne hanno sbagliate, mi sembra sei di fila. Il mio futuro? Ancora non è il caso di parlarne, posso solo dire che sono orgoglioso del cammino fatto qui”. Ma la conferma arriva dal presidente della Fipav Carlo Magri: “ci sono tutti i presupposti che continui il suo lavoro. E sottolineo la bontà di quanto ha fatto facendo notare che tutto il podio di oggi veniva dal girone dell’Italia”. Ancora poco lucido, nel senso che è in preda alla tristezza, appare Osmany Juantorena. “Abbiamo perso l’occasione della vita, il resto non conta. Abbiamo voluto essere troppo perfetti e questo ci ha frenato. Comunque il Brasile ha giocato bene, e Wallace è stato grande. Però peccato…”.

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