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Finocchi: insulti omofobi al campionato giovanissimi

Una squadra di Settimo Torinese presa di mira dagli spalti per le magliette fucsia

Finocchi: insulti omofobi al campionato giovanissimi

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16 Marzo 2016 - 21.18


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Purtroppo basta poco per essere presi di mira, soprattutto sui campi di calcio. E la storia non cambia in base alla categoria: razzismo e omofobia ci sdegnano dalla Serie A in giù. Riportiamo uno spiacevole quanto vergognoso episodio di omofobia ad un torneo di calcio della periferia torinese che ha coinvolto i Giovanissimi del Settimo, dei ragazzi di 13 anni, presi in giro, insultati ‘per colpa’ della maglietta fucsia della loro squadra. Nessuna inchiesta né tantomeno denunce ne sono scaturite.

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Tra i diversi cori di derisione, seguiti da sputi, anche “Finocchi!”, mentre un baby calciatore di colore è stato preso di mira da altri cori, questa volta di natura xenofoba.

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La vicenda ha coinvolto alcuni giocatori della Juniores Regionale del Volpiano, in occasione di una gara del Memorial Goia, che si è disputato lo scorso fine settimana. Il Settimo era in campo con l’Alpignano, quando dagli spalti sono partiti gli insulti.

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“I ragazzi della Juniores del Volpiano hanno rivolto insulti omofobi per il colore della casacca dei nostri Giovanissimi Fascia B, oltre a degli epiteti razzisti verso un nostro giocatore di colore – ha sottolineato Elio Tavaglione, addetto stampa del Settimo -. Il nostro dirigente (Carmelo Maimone, ndr) ha reagito, prendendosi degli insulti pesanti e degli sputi. Solo un giocatore del Volpiano e’ tornato indietro per scusarsi a nome dei compagni, sedando il parapiglia”.

“È un episodio gravissimo drammaticamente sintomatico di un clima pericoloso per giovani e giovanissimi”, ha detto il segretario nazionale di Arcigay, Gabriele Piazzoni. Ma al momento non risultano denunce presentate alle forze dell’ordine per l’accaduto. Di conseguenza nessun fascicolo è stato aperto dalla procura di Ivrea (Torino), competente per territorio, e anche l’arbitro della gara ‘incriminata’ non ha riportato nulla sul suo referto. Senza contare infine che la Lega Nazionale Dilettanti Piemonte e Valle d’Aosta non ha ricevuto alcun esposto da parte delle società sportive coinvolte.

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“Non è il caso di fare troppo clamore – è convinto Massimo Capussotto, direttore generale del Settimo -. I ragazzi hanno vissuto sulla loro pelle dei brutti episodi, certamente da stigmatizzare. Ma è stato un atteggiamento più infantile che omofobo”.

La cittadina di Settimo Torinese non era estranea da episodi di razzismo prima di questo. Tutti voi ricorderanno quanto accaduto pochi giorni fa. Un operaio 40enne proprio del comune piemontese ha commentato “Sono felicissimo, un terrone in meno da mantenere”, provando a nascondersi dietro su un falso profilo Facebook, la morte di un ragazzo 17enne, Stefano Pulvirenti, in un incidente stradale nel Siracusano.

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