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Thohir pensa a vendere, ma l'Inter nega

Il patron indonesiano avrebbe dato mandato a Goldman Sachs ditrovare nuovi partner commerciali, aprire a nuovi soci o vendere il pacchetto di maggioranza della società.

Thohir pensa a vendere, ma l'Inter nega
Thohir pensa a vendere, ma l'Inter nega

Desk2

25 Febbraio 2016 - 15.40


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Amore tormentato quello tra Erick Thohir e l’Inter, è la resa dei conti?
Il patron indonesiano ha confermato di aver dato mandato a Goldman Sachs di trovare un nuovo partner. La banca d’affari però non si sta muovendo solo alla ricerca di un socio, ma anche e soprattutto di un vero e proprio compratore.
Ma soprattutto adesso c’è da pensare a come restituire a Goldman Sachs un prestito da 230 milioni che scade nel 2019. Tre le strade possibili, dunque: trovare nuovi partner commerciali, aprire a uno o più soci di minoranza o, in ultimo, vendere il pacchetto di maggioranza della società.

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Thohir nega.
Un’ipotesi, quest’ultima, che Thohir ha da sempre negato, non ultimo attraverso un comunicato ufficiale della società nerazzurra: “F.C. Internazionale nega categoricamente che il presidente e azionista di maggioranza Erick Thohir stia prendendo in considerazione l’ipotesi di cedere il suo 70% di quote del club o parte di esso che invece conferma l’interesse alle aperture verso nuovi sponsor o soci minoritari”. Di fatto, però, il tycoon indonesiano non può più permettersi di scartare a priori l’idea: i ricavi commerciali non sono decollati, gli investimenti fatti sul mercato hanno appesantito i bilanci e con il rischio di non raggiungere il terzo posto, utile per rimpinguare le casse di Corso Vittorio Emanuele con gli introiti Champions, i conti in casa Inter sono sempre più in rosso.

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Il cda di oggi. Le premesse, in vista del cda di oggi, non sono affatto rosee: pesano i 230 milioni di euro di prestito forniti dalla Goldman Sachs che devono essere restituiti in rate da 1 milione di euro all’anno fino alla maxi rata finale da 184 milioni prevista per il 2019. Nell’esercizio di bilancio 2014-2015 il club ha registrato una perdita consolidata di 140 milioni di euro e quest’anno, per accordi presi con la Uefa, la differenza tra costi e ricavi dovrà essere al massimo di 30 milioni di euro.

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Da qui, l’ampio mandato alla Goldman Sachs per la ricerca di nuovi soci in Asia: “Come parte della strategia a medio-lungo termine – si legge anche nel comunicato dell’Inter -, il club ha chiesto a Goldman Sachs di vagliare la possibilità di identificare potenziali futuri partner commerciali in Asia. Questa è una cosa logica alla luce della enorme crescita di investimenti nello sport e nel calcio in particolare, in Asia e specificatamente in Cina”. E al momento, pare ci sia un interessamento di ChemChina, il colosso cinese da 40 miliardi di fatturato azionista di maggioranza di Pirelli, sponsor sulla maglia dell’Inter che ha appena rinnovato con i nerazzurri (tra l’altro Goldman Sachs è stato advisor di Pirelli nella trattativa con ChemChina).

Situazione incerta. Ad ogni modo la situazione resta incerta e anche il rapporto tra Thohir e Moratti, nonostante le dichiarazioni d’ordinanza, non sarebbe più idilliaco, con l’ex presidente tornato a riprendersi la scena in occasione di Inter-Sampdoria quando si è presentato allo stadio insieme a José Mourinho. Una presenza ingombrante, quella dell’allenatore più amato dal popolo nerazzurro, che Thohir ha dovuto gestire a fronte di un Mancini infastidito e non più così sicuro di rimanere alla guida dell’Inter (l’idea Nazionale per il dopo Conte affascina l’ex City e Galatasaray).

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Capitolo stadio. Dopo il cda di oggi, Thohir incontrerà a Casa Milan l’ad rossonero Barbara Berlusconi per discutere dell’ammodernamento di San Siro. Sarà il primo faccia a faccia tra le due società sul futuro dello stadio dopo mesi di impasse, ma con quei conti a cui pensare il patron dell’Inter potrebbe avere la testa altrove.

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