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Storie di Champions e rimpianti per il mercato italiano

Doumbia segna contro il City? Poteva giocare da noi, peccato. Come Jackson Martinez, sedotto e poi abbandonato dal Milan per il prezzo troppo alto.

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Il gol di Doumbia

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6 Novembre 2014


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Ibraimi ferma Mourinho? Lui sì che era arrivato in Serie A, poi niente riscatto. Arrivederci e grazie. Storie di Champions, di mercato che fu e forse non sarà più. Rimpianti.

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Iniziando dall’ivoriano che ha fatto piangere Pellegrini: doppietta e Cska mina vagante del girone con la Roma ancora in piena corsa. Proprio Sabatini era ed è uno degli estimatori di Doumbia, il Napoli invece la squadra più vicina in passato. Adesso, poche possibilità. Perché sta rinnovando fino al 2018 e perché i russi chiedono 35 milioni, come per dire “non ve lo diamo”.

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Discorso simile per Jackson Martinez, che voleva il Milan e che Galliani aveva inserito al primo posto nella lista del dopo Balo. Telefonata al Porto per sentirsi dire che “o la clausola o niente”, un tentativo con il giocatore per spingere a forzare la mano, la consapevolezza che comunque ne servivano almeno 25 di milioni per portarlo a casa. Troppi. Il Porto ringrazia, il colombiano continua a segnare.

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L’unico protagonista del mercoledì di coppe ad esserci stato in Serie A è un macedone: si chiama Ibraimi, non sono in tanti a ricordarsi i suoi due gol con il Cagliari, io sì perché ne commentai uno contro il Sassuolo su rigore. Portava la dieci se non sbaglio. Ieri notte ha segnato contro Mourinho, ecco come il Maribor ha sognato lo sgambetto. Era in prestito con riscatto in Sardegna, ma con il cambio di proprietà si sono perse le sue tracce: nessuno ha esercitato il diritto, così l’Ibra macedone è tornato a casa. E adesso va dove lo porta la Champions.

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