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La Federcalcio risarcisca Cannavaro e Grava

Chi restituirà ai due azzurri, scagionati per "non aver commesso il fatto", il mese di squalifica che hanno dovuto scontare? Questa giustizia sportiva va riformata subito

La Federcalcio risarcisca Cannavaro e Grava

Desk

22 Gennaio 2013 - 09.42


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Ci tormenterà fino al termine del campionato il dubbio se l’1-1 di Firenze sarà stato un risultato accettabile oppure se il Napoli ha perso due punti sulla strada di un traguardo poco probabile. Sì, l’idea di centrare lo scudetto è un proposito affascinante, ma indipendente dal rendimento della squadra di Mazzarri, perché strettamente collegato al cammino della battistrada: se la Juventus non si concederà altre impronosticabili battute d’arresto, sarà del tutto inutile mantenere la media-punti attuale.

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Il Napoli viaggia a più di 2 per ogni singola partita, con una proiezione che va dai 76 ai 78 punti finali. Tanto quanto basterebbe per approdare in Champions eppure una quota insufficiente per pensare di strappare il tricolore dalle maglie della Juventus. Restano 17 partite per verificare se la Vecchia Signora sarà resa claudicante dalle esperienze supplementari in Coppa Italia ed in Europa. Nel frattempo, non deve passare sotto silenzio ciò che è accaduto al Napoli club nella scorsa settimana.

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La grande felicità di aver riavuto per mano della Corte Federale i due punti in classifica tampona l’amarezza per la disavventura capitata a Cannavaro e Grava. Chi li risarcirà? Chi lenirà il loro dolore di una condanna di sei mesi in primo grado e soltanto per aver interpretato nella maniera più corretta il ruolo di sportivi integerrimi? Ma soprattutto, chi restituirà loro le quattro partite seguite da spettatori in Curva B?

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Ecco l’assurdo di una giustizia sportiva che fa acqua da tutte le parti. La Corte Federale ha riconosciuto che Cannavaro e Grava non andavano squalificati, eppure sono stati costretti ad uno stop lungo un mese. E’ inaccettabile, una condizione che necessita un risarcimento: i due calciatori del Napoli dovrebbero godere di un bonus di quattro partite, per altrettante giornate di squalifica per espulsione o somma di ammonizioni. Questo sì che sarebbe il volto corretto ed equo di una giustizia sportiva che prima condanna e poi se ne frega se, dopo, si accorge di aver commesso un errore.

Ti abbiamo squalificato senza che lo meritassi? Peccato, noi abbiamo deciso leggendo le norme. E questa la possiamo reputare serietà e serenità di giudizio? No che non lo è, e nessuno si decide a mettere mano ad una riforma, pur se la totalità dei tesserati all’interno del mondo del calcio concordano sull’ingiustizia che si consuma di continuo, in nome della necessità di una fretta che non permette di produrre prove in tempi ristretti. Ma almeno si garantisca una tutela ai calciatori che hanno una carriera già tanto breve: congelare le squalifiche fino all’ultimo grado di giudizio. Ma è così difficile arrivare ad un correttivo tanto elementare?

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