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Caso Boateng, il giudice: non si punisce la solidarietà

Nessuna conseguenza per la decisione dei rossoneri che avevano abbandonato il campo contro la Pro Patria dopo i cori razzisti ai suoi giocatori di colore.

Caso Boateng, il giudice: non si punisce la solidarietà

Desk

15 Gennaio 2013 - 18.30


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La decisione del Milan di abbandonare il campo nell’amichevole contro la Pro Patria non avrà conseguenze sul piano disciplinare per i rossoneri. Lo ha stabilito il giudice sportivo disponendo oggi l’archiviazione degli atti relativi all’amichevole di Busto Arsizio, nel corso della quale il centrocampista rossonero Kevin Prince Boateng è stato preso di mira da alcuni tifosi con insulti razzisti.

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Nelle sue motivazioni, il giudice sportivo Gianpaolo Tosel spiega che «nel vigente ordinamento calcistico, nessuna norma prevede che una squadra possa interrompere una gara ed abbandonare il recinto di giuoco se non in conformità alle disposizioni impartite all’arbitro ovvero dall’autorità di pubblica sicurezza, ma gli essenziali valori che informano lo sport e la civile convivenza escludono che possa acquisire rilevanza disciplinare un gesto di solidarietà verso un uomo vittima di beceri insulti esclusivamente per il colore della sua pelle».

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