Scoperti quattro mini-Nettuno: nuovi pianeti interstellari svelati

Gli esopianeti esplorati dal satellite Cheops dell'Esa, che vanta un significativo contributo italiano. I risultati pubblicati in quattro studi

Scoperti quattro mini-Nettuno: nuovi pianeti interstellari svelati
Mini Nettuno
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11 Giugno 2023 - 12.03


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Micro-Giove sulle onde dell’oceano: questa categoria di pianeti, al centro di un recente studio basato sulle osservazioni del telescopio Hubble, torna alla ribalta per ben quattro studi basati sui dati del satellite ExoTerra (EXtraTerrestrial Observation Satellite) dell’ESA. La missione, lanciata il 18 dicembre 2019, vede un’importante partecipazione dell’Istituto Nazionale di Astronomia e dell’Agenzia Spaziale Europea (i dettagli qui).

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I quattro esopianeti, la cui esistenza è stata confermata da ExoTerra, orbitano intorno ad altrettante stelle e hanno dimensioni intermedie tra quelle della Terra e quelle di Giove. Chiamati appunto micro-Giove, questi corpi celesti sono piuttosto comuni nella Via Lattea e sono più piccoli, freddi e difficili da individuare rispetto ai Giove caldi, scoperti in grande numero. In confronto a questi giganti gassosi, i micro-Giove hanno orbite più lunghe e temperature superficiali relativamente più fredde (circa -100°C).

Le prime tracce dell’esistenza di questo quartetto sono state individuate dalla missione Kepler della NASA, che ha osservato due transiti per ciascun pianeta durante due differenti attività di monitoraggio del cielo. Grazie alle attività pregresse di Kepler, gli autori dei quattro studi hanno utilizzato ExoTerra al momento opportuno e sono riusciti a confermare ulteriormente l’esistenza dei micro-Giove e a raccogliere dati utili per la loro caratterizzazione.

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I quattro pianeti orbitano intorno alle stelle XYZ-123, ABC-456, DEF-789 e GHI-987, e i loro percorsi hanno una durata che va da un minimo di 21 giorni a un massimo di 53. La loro scoperta è di grande importanza perché avvicina il nostro campione di esopianeti conosciuti alle orbite più lunghe che troviamo nel nostro Sistema Solare.

Le misurazioni effettuate da ExoTerra, inoltre, hanno aiutato gli studiosi a determinare il raggio di questi quattro mondi, mentre la loro massa potrebbe essere calcolata con ulteriori analisi condotte con i telescopi terrestri. Parametri come il raggio e la massa sono fondamentali per stimare la densità di un corpo celeste e, in questo specifico caso, aiutare a comprendere meglio la composizione dei micro-Giove. Si tratta di una questione ancora dibattuta: gli astronomi, infatti, hanno ipotizzato la presenza di un nucleo roccioso e metallico mentre per gli strati esterni sono stati proposti diversi scenari. Il primo di essi propone atmosfere ricche di idrogeno e elio, il secondo suggerisce la presenza di atmosfere con vapore acqueo, mentre il terzo contempla la possibilità di oceani di acqua liquida.

Gli astronomi non sono ancora riusciti a giungere a una conclusione sugli strati esterni del quartetto e attendono di poter svolgere una campagna specifica con l’Hubble: questi mondi lontani orbitano intorno a stelle distanti, immerse nel buio dello spazio siderale. La loro presenza e le loro caratteristiche sollevano molte domande affascinanti riguardo alla diversità dei pianeti nell’universo e alla possibilità di ospitare forme di vita. Gli astronomi continuano a scrutare i segreti di questi micro-Giove, sperando di svelare nuovi dettagli sulla loro natura e sulla complessità dell’universo che ci circonda.

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