Mantis: il mini-satellite spaziale contribuirà allo studio delle atmosfere degli esopianeti

Il cubesat sarà lanciato nel 2026, osserverà la luce ultravioletta estrema e come influisce sulle atmosfere degli esopianeti

Mantis: il mini-satellite spaziale contribuirà allo studio delle atmosfere degli esopianeti
Mantis cubesat
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10 Giugno 2023 - 15.46


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Mantis, il gambero di mantide, è noto per la sua vista eccezionale. Ma questa volta, Mantis non è un crostaceo sottomarino, bensì un mini-satellite spaziale chiamato Monitoring Activity from Nearby sTars with uv Imaging and Spectroscopy (Mantis), capace di osservare l’intera gamma di luce ultravioletta.

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La NASA ha recentemente selezionato la missione Mantis per collaborare con il telescopio Webb nello studio delle atmosfere degli esopianeti e nella comprensione delle condizioni di abitabilità.

Il cubesat sarà sviluppato e costruito presso il Laboratorio di fisica dell’atmosfera e dello spazio (Lasp) dell’Università del Colorado Boulder, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana e la Pennsylvania State University. Il suo lancio è previsto per il 2026.

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All’interno di questo dispositivo delle dimensioni di un tostapane, saranno presenti due telescopi all’avanguardia: uno per osservare la radiazione ultravioletta a bassa energia e l’altro per raccogliere la luce ultravioletta estrema (Euv). L’aspetto unico di Mantis risiede nella sua capacità di analizzare questa forma di radiazione particolarmente energetica. “Studieremo stelle di ogni tipo in base alla loro massa e all’età”, spiega Briana Indahl, ricercatrice principale per la missione Mantis. “Vogliamo capire come questo flusso di luce Euv proveniente dalle stelle influenzi le atmosfere dei pianeti e persino la loro potenziale abitabilità”.

Infatti, le stelle possono emettere questa radiazione in esplosioni potenti anche di breve durata, mettendo a rischio le atmosfere dei pianeti che le orbitano attorno e impedendo la possibilità di vita.

Il satellite Mantis si basa sulla tecnologia di altri due cubesat sviluppati dallo stesso gruppo di ricerca: il Colorado Ultraviolet Transit Experiment (Cute), lanciato nel 2021, e il Supernova Remnants and Proxies for ReIonization Testbed Experiment (Sprite), il cui lancio è previsto per l’anno prossimo.

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