A Roma gli sguardi dell'Antico Egitto romano

Oltre un centinaio di ritratti, provenienti da musei internazionali e per la prima volta anche dall'Egitto, giungono a Roma per una straodinaria esposizione.

A Roma gli sguardi dell'Antico Egitto romano
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3 Novembre 2026 - 12.34 Culture


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Gli sguardi dipinti dell’Egitto romano tornano a parlare al presente, offrendo uno spiraglio di eccezionale nitidezza sulle vite, sui volti e sull’intimità dei nostri antichi antenati. Una straordinaria galleria di sguardi, giunta a noi intatta da oltre due millenni e che trova oggi dimora al Museo dell’Ara Pacis di Roma. L’esposizione ospita più di centodieci opere, tra tavole lignee, sudari funebri, sculture in marmo, calchi di gesso e preziosi manufatti di oreficeria antica.

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Si tratta di un patrimonio di valore inestimabile non soltanto per il nostro Paese. Nel mondo di tali ritratti se ne contano complessivamente meno di mille, e la mostra della capitale ne accoglie circa cinquanta esemplari. L’evento assume un carattere di maggiore eccezionalità poiché, per la prima volta nella storia il governo egiziano ha autorizzato il prestito quasi totale delle preziose tavole custodite nei propri musei, che non avevano mai varcato i confini nazionali. Tra queste spicca il celebre Tondo dei Due Fratelli, considerato uno dei vertici assoluti della pittura del mondo antico, recentemente sottoposto a un meticoloso intervento di restauro condotto in Egitto da esperti italiani.

Il percorso espositivo si arricchisce inoltre grazie ad altri prestiti internazionali, tra cui figurano alcuni rarissimi sudari in lino dipinto concessi dal Museo del Louvre. I visitatori avranno la possibilità di ammirare il celebre ritratto di Isidora proveniente dal Getty Museum, le preziose testimonianze custodite al Metropolitan Museum di New York e un raffinato volto giovanile mai mostrato al pubblico prima d’ora, venuto alla luce grazie ai recenti scavi di una missione archeologica italiana dell’Università del Salento in terra egiziana.

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La straordinaria conservazione di questi capolavori è legata alla tecnica pittorica impiegata, l’encausto, il quale prevede la miscelazione dei pigmenti cromatici con la cera d’api. Tale procedimento impediva l’ossidazione dei materiali, donando alle superfici una luminosità paragonabile a quella dei più moderni dipinti a olio e garantendo al tempo stesso una eccezionale resistenza allo scorrere dei secoli. Come sottolinea Francesca Chiri in un articolo per l’ANSA, sebbene questa tecnica fosse ampiamente diffusa in tutto il Mediterraneo orientale, sono stati soprattutto il particolare clima desertico dell’Egitto insieme alla maestria degli antichi artigiani a permettere a queste opere di giungere fino a noi in una veste cromatica ancora incredibilmente viva.

La mostra romana mette così in luce la sopravvivenza di “un’arte tra le più sublimi dell’antichità ma in tanti casi andate perdute”, come evidenziato dal sovrintendente Claudio Parisi Presicce, direttore dei Musei Capitolini. Questi ultimi hanno contribuito all’allestimento arricchendo il percorso con i ritratti scultorei in marmo di epoca coeva provenienti dalle collezioni capitoline, creando un dialogo suggestivo e profondo tra la pittura e la plastica del mondo romano.

La mostra Il potere del ritratto. Egitto e Roma. I volti del Fayyum sarà visitabile dal prossimo 5 novembre fino al 2 maggio 2027. Per informazioni riguardo a tariffe ed orari si rimanda alla pagina dedicata del Museo dell’Ara Pacis.

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