Oscar, la corsa al miglior film internazionale: gli avversari dell'Italia con "L'estranea"

Tra i titoli più temuti spicca 'La bola negra', scelto dalla Spagna e tra i candidati di cui si parla di più. In gara anche i titoli schierati da Francia, Romania, Polonia, Danimarca, Giappone, Belgio, Bulgaria, Germania, Corea del Sud e Iraq

Oscar, la corsa al miglior film internazionale: gli avversari dell'Italia con "L'estranea"
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Claudio Visani Modifica articolo

28 Settembre 2026 - 15.39 Culture


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Sono già numerosi i titoli in gara per la corsa all’Oscar come miglior film internazionale, come scrive Francesca Pierleoni su Ansa.it. A rendere ancora più ampia la competizione quest’anno è il nuovo regolamento dell’Academy, che consente a qualsiasi film vincitore del premio principale in uno dei sei festival più importanti (Cannes, Berlino, Venezia, Sundance, Busan e Toronto) di partecipare anche senza il sostegno di una commissione nazionale.

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Il primo verdetto arriverà il 15 dicembre, con l’annuncio della shortlist dei 15 titoli selezionati per continuare la gara, il 21 gennaio verranno invece annunciate le nomination. Le iscrizioni si chiudono il primo ottobre e potrebbero dunque arrivare anche scelte dell’ultimo minuto.

In questo panorama ci inseriamo anche noi, insieme a Paolo Strippoli con L’estranea. L’Italia non arriva nella cinquina finale dal 2023, quando fu candidato Io capitano di Matteo Garrone, e non vince dal 2013, con La grande bellezza di Paolo Sorrentino.

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Tra i titoli più temuti spicca La bola negra dei Los Javis, Javier Calvo e Javier Ambrossi, scelto dalla Spagna e tra i candidati di cui si parla di più. Il film ha vinto a Cannes, ex aequo con Fatherland di Paweł Pawlikowski, il premio per la migliore regia, a Toronto il People’s Choice Award e a San Sebastian il premio del pubblico. Con attori come Guitarricadelafuente, Miguel Bernardeau, Antonio de la Torre e Penelope Cruz, il film punta alle categorie principali degli Oscar. La storia intreccia le vite di tre uomini omosessuali in tre epoche diverse: il 1932, il 1937 e il 2017.

Dalla Francia arriva Minotaur di Andrey Zvyagintsev, vincitore sulla Croisette del Grand Prix Speciale della Giuria: un thriller che rilegge il cult di Chabrol Stephane, una moglie infedele, ambientandolo nella Russia del 2022, all’inizio del conflitto con l’Ucraina. La Romania ha scelto invece la Palma d’oro a Cannes, Fjord di Cristian Mungiu, con Renate Reinsve e Sebastian Stan, sulla coppia finita sotto accusa per il modo in cui cresce i propri figli.

La Polonia correrà con Fatherland di Pawlikowski, già premio Oscar con Ida. Ambientato nel 1949, racconta il viaggio in Germania di Thomas Mann, interpretato da Hanns Zischler, e della figlia Erika, interpretata da Sandra Hüller. L’attrice è anche protagonista del candidato austriaco Rose di Markus Schleinzer, per il quale ha vinto a Berlino l’Orso come migliore attrice.

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La Danimarca ha scelto Woman Unknown di May el-Toukhy, vincitore a Venezia del Leone d’oro e della Coppa Volpi per la migliore attrice, Mathilde Arcel. È la storia di una bambinaia nella Danimarca alla fine della seconda guerra mondiale, costretta a nascondere un segreto che potrebbe distruggerle la vita.

Dal Giappone arriva All of a Sudden di Hamaguchi Ryusuke, che a Cannes ha visto Virginie Efira e Tao Okamoto vincere ex aequo il premio per la migliore attrice. Nel film sono rispettivamente la direttrice di una casa di riposo impegnata a introdurre una filosofia assistenziale innovativa e una regista teatrale giapponese: il loro incontro cambia la vita di entrambe.

Il Belgio schiera Coward di Lukas Dhont, premiato sulla Croisette per i migliori attori Emmanuel Macchia e Valentin Campagne. Il film racconta, durante la Prima guerra mondiale, la relazione fra due soldati: l’inquieto Pierre e Francis, incaricato di sollevare il morale delle truppe.

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La Bulgaria sarà rappresentata da The dreamed Adventure di Valeska Grisebach, Premio della giuria a Cannes, storia di Veska, un’archeologa in una città dimenticata a confronto con un mondo criminale. La Germania ha scelto Everytime di Sandrà Wollner, dramma psicologico su una madre, sua figlia e l’adolescente accusato di aver causato loro un terribile lutto, vincitore della sezione Un Certain Regard.

Tra i premiati al Lido c’è il candidato della Corea del Sud, Possible Love di Lee Chang-dong, vincitore del Leone d’argento, Gran Premio della giuria. Il film esplora due coppie sposate, di classi diverse, e i legami che fanno emergere dolori, sogni e desideri fino ad allora taciuti.

Infine, l’Iraq ha candidato No paradise if you are killed by a woman di Halkawt Mustafa, presentato fuori concorso a Venezia. Protagonista è una cecchina curda, interpretata da Avan Jamal, in cerca della sorella minore, che potrebbe essere caduta nelle mani dell’Isis.

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