Una mostra a Trieste ripercorre la storia della Scuola dell’attore fondata da Anna Gruber e il particolare metodo sviluppato dalla regista triestina nel corso della sua attività. L’esposizione, intitolata Anna Gruber e l’Actors Studio di Trieste, sarà ospitata dal 29 agosto al 23 settembre nella Sala Veruda di Palazzo Costanzi, con inaugurazione prevista il 28 agosto alle 18.30.
L’iniziativa riunisce documenti, fotografie e filmati legati all’esperienza della scuola, aperta a Trieste nel 1963 e ispirata alle metodologie dell’Actors Studio newyorchese. La mostra vuole inoltre valorizzare il contributo di Gruber nei diversi ambiti dello spettacolo e della formazione attoriale, dal cinema al teatro, dalla radio alla televisione.
Realizzata dall’associazione Casa del Cinema di Trieste, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, la collaborazione del Comune di Trieste e il patrocinio del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste, l’esposizione nasce da un’idea di Franco Però ed è curata da Paolo Quazzolo.
I materiali esposti provengono dal Fondo “Famiglie Benco e Gruber” conservato presso la Biblioteca Civica A. Hortis – Archivio Diplomatico e Fondi Archivistici. A questi si aggiunge una selezione di immagini appartenenti alle collezioni della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte.
Nata a Trieste nel 1929, Anna Gruber ha costruito una lunga esperienza nel mondo cinematografico. Nel corso della sua carriera ha lavorato come segretaria di edizione, script girl e aiuto-regista in circa quaranta produzioni italiane e internazionali, collaborando con registi come Mario Soldati, Carmine Gallone, Pietro Germi, René Clément, Vittorio De Sica, Alberto Lattuada, Martin Ritt, Alessandro Blasetti e Richard Fleischer.
Il cuore dell’esperienza di Gruber è però rappresentato dalla ricerca sul lavoro dell’attore. Il suo metodo nasce dall’incontro tra l’insegnamento di Konstantin Stanislavskij, basato sul cosiddetto realismo psicologico e sulla tecnica della reviviscenza, e il sistema sviluppato da Lee Strasberg presso l’Actors Studio di New York, fondato sul rapporto tra memoria ed esperienze personali dell’interprete.
Attraverso la fondazione del TCT Scuola dell’Attore, Gruber sviluppò così un proprio percorso formativo, orientato alla preparazione di professionisti dotati di nuove competenze attoriali ma anche alla formazione del pubblico, con l’obiettivo di favorire una più consapevole fruizione dello spettacolo.
La mostra rappresenta quindi un’occasione per riportare alla luce una figura significativa della cultura teatrale e cinematografica triestina e per ricostruire, attraverso materiali d’archivio e immagini, l’esperienza di una scuola che guardava alle principali innovazioni internazionali nella formazione dell’attore.
