La musica incontra la maestosità delle Dolomiti

Oltre un mese di grandi concerti gratuiti tra i sentieri alpini, guidati dalla direzione artistica di Mario Brunello nel segno della sostenibilità.

La musica incontra la maestosità delle Dolomiti
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25 Agosto 2026 - 13.11 Culture


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La montagna non è soltanto uno spazio da ammirare o da scalare, ma può diventare anche un teatro a cielo aperto dove il silenzio si fa ascolto e la fatica del cammino si trasforma in un’occasione di condivisione collettiva. È questa la filosofia che da oltre trent’anni anima una delle rassegne culturali più suggestive del panorama europeo, capace di coniugare l’eccellenza artistica internazionale con la tutela e la valorizzazione di un paesaggio unico al mondo.

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Ideato originariamente da Paolo Manfrini e guidato oggi dalla direzione artistica di Mario Brunello, il festival I Suoni delle Dolomiti che nel 2026 giunge alla trentunesima edizione, rinuncia deliberatamente a palchi imponenti, amplificazioni e platee convenzionali. L’unico modo per assistere alle performance è indossare gli scarponi e raggiungere a piedi prati, rifugi e conche rocciose, immergendosi totalmente nella natura e riscoprendo un legame profondo e rispettoso con l’ecosistema alpino.

Il cartellone di quest’anno trasforma le dolomiti trentine in una cassa armonica globale, ospitando diciotto concerti distribuiti in diciassette location d’alta quota. Si parte con un suggestivo incontro tra la tradizione alpina e le sonorità colte, per poi spaziare attraverso generi, epoche e geografie differenti. Il pubblico potrà lasciarsi conquistare dal virtuismo violinistico internazionale, dalle affascinanti armonie di giovani ensemble emergenti d’oltreoceano e da progetti di cantautorato che fondono poesia, identità e narrazioni di vita vissuta.

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La rassegna non dimentica la contaminazione culturale, accogliendo sonorità che spaziano dal jazz gitano alle melodie balcaniche, fino a toccare il repertorio barocco eseguito da voci e ensemble di fama mondiale. Particolare rilievo assumono i progetti corali e le reinterpretazioni d’autore, che rendono omaggio a grandi poeti della canzone italiana attraverso inedite letture acustiche e jazzistiche. Non mancano inoltre incursioni nelle tradizioni vocali più antiche e ancestrali, come l’affascinante tecnica del canto difonico.

Tra gli appuntamenti più attesi spiccano format ormai storici e amati come l’escursione itinerante a tappe e il concerto all’alba immersi tra le rocce dolomitiche. A questi si affianca una novità assoluta pensata per mettere in dialogo due universi apparentemente distanti ma affini per passione e ricerca: l’incontro tra la musica da camera e le grandi imprese dell’alpinismo, con serate di racconti e performance dal vivo che uniscono alpinisti di fama internazionale, attori e musicisti.

Grande attenzione è riservata ai temi dell’inclusione e dell’accessibilità ambientale. Diversi appuntamenti sono infatti progettati per garantire la piena fruizione anche a persone con disabilità motoria e uditiva, confermando l’impegno della manifestazione verso un turismo consapevole e a basso impatto. Tale attenzione si riflette nell’adozione di rigorosi standard di gestione sostenibile, che permettono al pubblico di vivere la magia dell’arte in armonia con l’ambiente, ricordando le parole celebri di Dino Buzzati quando descriveva queste montagne chiedendosi se fossero pietra o nuvole, realtà o sogno.

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