Per gli 80° della Repubblica la tradizionale parata a Roma. Mattarella "atto di libertà senza precedenti"

L'omaggio al Milite Ignoro, la parata lungo la la via del Fori Imperiali aperta dai sindaci. A sfilare anche gli atleti olimpici e paralimpici e i volontari del Servizio Civile.

Per gli 80° della Repubblica la tradizionale parata a Roma. Mattarella "atto di libertà senza precedenti"
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2 Giugno 2026 - 15.01 Culture


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Come è consueto ogni anno, si è svolta oggi al Vittoriano la tradizionale celebrazione della Festa della Repubblica, giunta quest’anno al suo 80° anniversario. 

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All’Altare della Patria il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha deposto la corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto, accolto come da prassi dal ministro della Difesa.

Hanno aperto la parata lungo la via dei Fori Imperiali 280 sindaci e amministratori, con la fascia tricolore, in rappresentanza degli ottomila colleghi delle città e dei comuni di tutta Italia. L’inno nazionale è stato eseguito da Andrea Bocelli, accompagnato dalla Banda Interforze. 

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Oltre ai reparti a cavallo di Esercito, Carabinieri e Polizia di Stato, hanno sfilato anche i corpi civili, composti da Vigili del Fuoco, unità di crisi della Farnesina, Protezione civile e volontari del Servizio Civile. Quest’ultimi negli scorsi giorni avevano chiesto con una lettera al presidente della Repubblica di non marciare alla sfilata, proprio per la loro natura di obiettori di coscienza. 

Erano presenti alla sfilata anche gli atleti olimpici e paralimpici, che quest’anno hanno rappresentato l’Italia nelle varie competizioni sportive internazionali. A concludere la cerimonia il sorvolo delle Frecce Tricolore che hanno colorato il cielo di Roma con i colori della bandiera italiana.  

Nelle parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, rivolte al  Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, la portata rivoluzionaria delle donne e degli uomini, che ottant’anni fa scelsero con il referendum la repubblica, rendendo possibile la ricostruzione di un paese stremato dalla guerra e vessato per vent’anni dalla dittatura: “Sono trascorsi ottant’anni da quel 2 giungo del 1946 che segnò il compimento, da parte degli italiani di un atto di libertà senza precedenti. Con il suffragio universale, donne e uomini, insieme per la prima volta, decisero di lasciarsi alle spalle le macerie delle guerra e le nefandezze di un regime oppressivo e totalitario, per avviare la ricostruzione di un Paese libero, democratico, repubblicano. […] Non celebriamo oggi solamente una ricorrenza storica, ma un momento di altro significato che rinnova l’impiego collettivo all’affermazione, alla tutela e alla piena attuazione dei valori che costituiscono il fulcro della nostra Costituzione ‘casa comune’ che garantisce la vita della nostra comunità nazionale, i nostri diritti, richiamandoci al contempo ai nostri doveri di solidarietà”. 

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Alla cerimonia al Vittoriano erano presenti le più alte cariche dello Stato, i presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso. 

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