Il modo in cui scegliamo di esprimerci non è mai un atto neutro, ma rappresenta una lente specifica attraverso la quale osserviamo e interpretiamo la realtà circostante. Le parole possiedono la capacità intrinseca di generare mondi, definire relazioni e offrire possibilità, agendo come mattoni fondamentali per la costruzione di ciò che siamo. Partendo da questa consapevolezza, il volume intitolato “Non solo parole – Il modo in cui parli cambia il mondo in cui vivi”, edito da Feltrinelli Education, si propone come un’estensione necessaria di un percorso già avviato nel settore professionale, volgendosi ora agli studenti e alle studentesse delle scuole secondarie di primo grado.
L’iniziativa nasce sotto l’egida di ValoreD, la prima associazione di imprese in Italia che si impegna a promuovere l’equilibrio di genere e una cultura dell’inclusione, considerandoli motori strategici per la crescita del sistema Paese. Quello che viene spesso definito “Fattore D” rappresenta proprio l’impatto positivo che la diversità, il talento femminile e l’inclusione sociale generano all’interno delle organizzazioni e della società, trasformando l’equità da semplice valore etico a concreto vantaggio competitivo. Attraverso questo nuovo progetto, l’associazione mira a seminare tali principi sin dall’adolescenza, riconoscendo che la sensibilità linguistica non deve restare confinata agli uffici, ma deve abitare le aule scolastiche, gli spazi digitali e i contesti relazionali dei più giovani.
Come sottolineato da Barbara Falcomer, direttrice generale dell’associazione, l’urgenza di questo adattamento nasce dalla convinzione che il dibattito sul linguaggio appartenga a ogni fascia d’età, poiché risponde ai vissuti e agli interrogativi quotidiani di chiunque. In questa prospettiva, la linguista Vera Gheno apre il testo invitando a riflettere sulla funzione primaria del dire. Secondo l’esperta, “prima di tutto, noi con le parole costruiamo la nostra identità: sin dalla nascita e tutto sommato per l’interezza della nostra esistenza cerchiamo di rispondere alla domanda ‘Chi sono io?'”. Questa ricerca esistenziale trova nel linguaggio lo strumento d’elezione per manifestarsi e per riconoscere l’altro in tutta la sua complessità.
Il libro è concepito come una vera e propria cassetta degli attrezzi, un supporto pratico che offre definizioni limpide e contestualizzate per navigare tra i concetti chiave della modernità. Temi complessi come l’identità di genere, il peso degli stereotipi, il patriarcato, il body shaming o l’abilismo vengono affrontati attraverso esempi tangibili e approfondimenti che ne spiegano l’importanza civile. Non si tratta solo di una guida teorica, ma di un sussidio didattico arricchito da voci esperte, pensato per stimolare il pensiero critico e il dialogo collettivo. L’obiettivo finale è trasformare la parola in una leva sociale per generare comunità più aperte e rispettose, offrendo gratuitamente ai docenti e alle famiglie un mezzo per educare alla consapevolezza e alla cura dell’espressione.
