Petrolio, gas e bollette: l’effetto della tensioni in Medio Oriente

La riduzione del traffico nello Stretto di Hormuz fa salire i prezzi, impattando su famiglie e imprese italiane

Petrolio, gas e bollette: l’effetto della tensioni in Medio Oriente
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2 Marzo 2026 - 19.35 Culture


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Le tensioni in Medio Oriente cominciano a farsi sentire con forza anche sul mercato del petrolio. Il Codacons segnala come si stanno già producendo aumenti significativi dei prezzi dei carburanti, con conseguenze attese a breve anche sulle bollette e sui prezzi dei prodotti trasportati.

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Secondo l’associazione dei consumatori, il prezzo medio della benzina in modalità self è passato da 1,672 euro al litro del 27 febbraio a 1,681 euro/litro di oggi 2 marzo, mentre il gasolio è salito da 1,723 a 1,736 euro al litro, sulla base dei dati Mimit. Questi ritocchi alla pompa, tuttavia, non hanno ancora pienamente assorbito l’impennata dei prezzi del petrolio: se il trend continuerà, nei prossimi giorni i listini potrebbero subire ulteriori aumenti significativi, incidendo direttamente sul costo del pieno.

Il Brent con consegna ad aprile ha aperto lunedì 2 marzo con un aumento del 14%, attestandosi a 82,37 dollari al barile, il livello più alto da gennaio 2025. Anche il Wti ha segnato guadagni a doppia cifra, portandosi a 72,80 dollari al barile dai 66,5 del 27 febbraio, con un incremento del 9,4%. Dopo l’apertura impennata, i prezzi si sono parzialmente stabilizzati, ma rimangono comunque in crescita di circa il 9%.

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A pesare sui costi è in particolare la decisione di Teheran di ridurre il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, passaggio chiave per circa un quinto delle spedizioni giornaliere mondiali di petrolio. Qualsiasi interruzione in questo punto del commercio energetico globale può provocare salite dei prezzi e destabilizzare i mercati. La conseguente crisi della logistica rischia inoltre di far aumentare i costi dei prodotti trasportati, con effetti diretti sui consumatori attraverso i prezzi al dettaglio, come avverte il Codacons.

Ma anche le bollette energetiche degli italiani sono in pericolo. L’indice Ttf ha segnato un rialzo del 25% a 39,85 euro al megawattora, raggiungendo i livelli più alti da febbraio 2025. Se questa andamento dovesse proseguire, famiglie e imprese potrebbero registrare un aumento generalizzato della spesa sia per il gas che per l’elettricità, in un periodo in cui i consumi restano ancora elevati.

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