Tokyo celebra uno dei simboli più riconoscibili della cultura pop giapponese degli anni ’90: il Tamagotchi compie 30 anni. Dal momento del debutto sono stati venduti oltre 100 milioni dei piccoli animaletti domestici virtuali che reclamavano le principali attenzioni, tra cibo e cura personale.
L’azienda giapponese, in occasione del 30° anniversario, celebrato il 7 gennaio a Tokyo con il “Tamagotchi Grand Exhibition” al Roppongi Museum, ha mostrato l’evoluzione di queste piccole uova di pasqua tascabili.
Un viaggio dai primissimi esemplari pixelati in bianco e nero a quelli a colori, dagli infrarossi nel 2004, a quelli LCD a colori nel 2008, fino ad arrivare ai Tamagotchi con il touchscreen (2021) e con la connettività Wi-Fi (2023).
“Tamagotchi” deriva il proprio nome proprio dall’unione delle parole giapponesi che significano “uovo” e “orologio”, ed è diventato un accessorio di moda popolare, soprattutto tra i giovani, come strumento appeso a un portachiavi. L’anno scorso, il rivenditore britannico Hamleys ha inserito il Tamagotchi nella sua lista dei 100 migliori giocattoli di tutti i tempi, assieme al Cubo di Rubik e ai Lego.
Alla mostra di Tokyo si entra attraversando un gigantesco uovo bianco, e i visitatori si immergeranno in un mondo fatto di esposizioni fotografiche, e una sala storica dove potranno giocare con alcune delle decine di modelli diversi lanciati nel corso degli anni.
La maggior parte delle vendite di Tamagotchi sono avvenute tra il Giappone e le Americhe, mentre restano più basse nel resto del mondo.
Questa la descrizione fornita dal sito dedicato alla mostra: “I Tamagotchi sono creature che vivono sul pianeta Tamagotchi, molto lontano dalla Terra. Dalla loro scoperta sulla Terra nel 1996, molti Tamagotchi sono stati allevati da decine di milioni di persone in tutto il mondo. I Tamagotchi adorano i terrestri perché li nutrono di cibo delizioso, giocano con loro e li fanno divertire un sacco. Possono essere un po’ egoisti e fare un po’ di cacca, ma ogni giorno con i loro Tamagotchi al loro fianco è pieno di sorrisi. Strano, eccentrico, ma adorabile… una creatura che ha bisogno delle cure, ma che cresce grande e potente al tuo fianco. Questo è Tamagotchi”.
A trent’anni dalla sua nascita, l’uovo digitale continua a far sorridere, unendo passato e presente in un piccolo schermo grande quanto una generazione.
