Locatelli: "Italia, Spagna e Portogallo i migliori d'Europa, ma attenti a non sottovalutare il virus"

Il Presidente del Css e coordinatore del Cts: "Dobbiamo insistere per convincere a farsi immunizzare quella quota di connazionali ancora restia o diffidente"

Franco Locatelli
Franco Locatelli
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10 Novembre 2021 - 16.03


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Nel numero di Famiglia Cristiana in uscita domani, il Presidente del Css e coordinatore del Cts Franco Locatelli, scrive nel Primo piano che “il nostro Paese, assieme a Spagna e Portogallo, gode oggi del miglior contesto epidemiologico europeo. Di conseguenza, l’allarmismo sarebbe eccessivo e fuori luogo, ma, nondimeno, sarebbe sbagliato sottostimare la ripresa della circolazione virale evidenziata anche in Italia e non inaspettata considerando che la globalizzazione sociale non permette a nessuno di potersi sentire al sicuro di ogni futuro rischio”.
I dati più favorevoli, rispetto a Paesi con popolazione comparabile, hanno alla base “da un lato”, spiega, “i risultati straordinari della campagna vaccinale e dall’altro il mantenimento di misure di intervento non farmacologico (si pensi alle mascherine indossate nei luoghi chiusi). Oggi in Italia più dell’83% della popolazione dai 12 anni in su ha ricevuto un ciclo vaccinale completo e quasi l’87% ha ricevuto almeno una dose”.
Non basta: “Dobbiamo insistere per convincere a farsi immunizzare quella quota di connazionali ancora restia o diffidente. I numeri oggi ci dicono che l’efficacia vaccinale dei soggetti immunizzati con ciclo completo rispetto ai non vaccinati, pur in presenza della variante Delta, è pari a quasi il 95% per la protezione dal ricovero nelle terapie intensive e supera il 91% per quanto pertiene al rischio di decesso”, scrive il professore.
“Oggi sappiamo anche l’importanza di procedere con la somministrazione di una dose di richiamo nei soggetti ultrasessantenni o con malattie che determinano fragilità o negli operatori sanitari: serve a riportare alla massima efficacia, attraverso la stimolazione delle cellule della memoria immunitaria, la nostra protezione verso SARS-CoV-2 e contribuisce a ridurre ulteriormente la circolazione virale”. Numeri “che non ingannano” ed evidenze scientifiche guideranno le indicazioni per i prossimi mesi, dall’estensione del richiamo al di sotto dei 60 anni alla vaccinazione della fascia 5-11 anni, se approvata dalle agenzie regolatorie. 

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