Crisanti: "Sì al green pass ma sul treno va indossata la mascherina Ffp2"

Il microbiologo sull'estensione del pass a tutte le categorie: "Non so se sia fattibile dal punto di vista giuridico, ma dal punto di vista teorico sono favorevole"

Andrea Crisanti
Andrea Crisanti
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8 Agosto 2021 - 13.04


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E’ giusto proteggersi con il Green pass, per la nostra salute e quella degli altri, negli spazi chiusi.

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Ma non serve solamente questo: “Il Green Pass va ristretto a chi ha due dosi e il tampone molecolare, perché solo una dose o l’antigenico rendono meno sicuri gli spazi chiusi”.

Ne è convinto Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia all’Università di Padova, che commenta la decisione del Green pass per docenti e universitari: “E’ un ulteriore passo avanti per la campagna vaccinale. L’impatto del Green Pass sulla trasmissione non è quantificabile, ma trovo positivo l’effetto sull’immunizzazione della popolazione”.

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Quanto al certificato verde da settembre anche per i mezzi di trasporto a lunga percorrenza, dice: “E’ veramente inutile perché sinceramente la mascherina Ffp2 è più sicura del Green Pass e sarebbe molto più serio richiedere quella”.

E alla domanda se sia favorevole all’allargamento del Green Pass a tutti lavoratori dice: “Non so se sia fattibile dal punto di vista giuridico, ma dal punto di vista teorico sono favorevole”.

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