Il virologo Clementi sul green pass se la prende con Cacciari: "Ormai di sanità parlano anche i filosofi"

Il direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia del San Raffaele di Milano: "Misura equilibrata, l'avrei estesa al trasporto pubblico"

Massimo Clementi
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7 Agosto 2021 - 18.03


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Le misure legate al Green pass?
“Mi sembra che sia stata adottata una linea equilibrata. Sul non prevederne l’uso per il trasporto pubblico locale avrei qualche dubbio, perché su questi mezzi si verificano alla fine le situazioni di maggior affollamento e criticità, ma del resto queste sono scelte politiche e si punta a una mediazione”.
E’ la riflessione di Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’ospedale San Raffaele di Milano e docente all’università Vita-Salute.
“Il trasporto pubblico locale è l’aspetto un po’ più a rischio, dove si hanno più assembramenti. C’è chi propone di usare la mascherina Ffp2? Mi accontenterei della chirurgica, dopo aver visto scene in cui non si usa per niente – ha spiegato – mentre non vedo lo stesso rischio a bordo di un treno dell’alta velocità o a lunga percorrenza, dove già c’è una distribuzione ottimale dei passeggeri, sui mezzi pubblici locali invece sì, a meno a che non si prendano iniziative per raddoppiare i convogli e le vetture in certe fasce orarie e per aumentare l’offerta in modo da diminuire l’affluenza delle persone. Ci sono diverse opzioni: il Green pass che forse era la più indigesta dal punto di vista politico, ma l’altra è quella di riorganizzare i trasporti soprattutto nelle fasce orarie più importanti. Queste restano decisioni politiche”.
Su un aspetto Clementi insiste: “a ognuno le sue competenze”. Il pensiero espresso ha a che fare con alcuni interventi più ‘laici’, che hanno acceso il dibattito sul Green pass e su misure come la proroga dello stato di emergenza, contrapponendosi a quelli di esperti, con anche accuse di passi indietro nella strada della democrazia.
“E’ un dibattito in cui intervengono tutti ormai, anche i filosofi”, ha evidenziato Clementi. E il riferimento è a Massimo Cacciari, che ha alzato la voce rivolto verso l’infettivologo Massimo Galli. Entrambi erano ospiti in una trasmissione Tv, ‘Zona Bianca’.
Sull’argomento Clementi si è espresso anche in un post su Facebook:
“In questi ultimi due anni mi è capitato a volte di essere in dissonanza con Galli per diversi motivi che ora non contano. Ma se Galli si trova a dibattere su temi di politica sanitaria con un filosofo abituato a debordare, sono mille volte con Galli di fronte ad argomentazioni sanitarie almeno imbarazzanti”, ha scritto. “E’ una persona che stimo come studioso, ma ripeto: a ognuno le sue competenze”, ha ribadito.

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