Cartabellotta: "La campagna di vaccini può rallentare ad agosto"

A lanciare l'allarme su una battuta d'arresto nell'andamento delle vaccinazioni è stato il presidente della Fondazione Gimbe,

Nino Cartabellotta

Nino Cartabellotta

globalist 5 agosto 2021

Non ci sono altri modi per riuscire a contrastare l’avanzamento della variante Delta, se non quella di convincere scettici e no-vax a vaccinarsi, anche se molti stanno facendo una campagna contraria.

“La campagna vaccinale è ormai totalmente dipendente dai vaccini a mRna, le cui consegne non saranno sufficienti a mantenere il ritmo di 500mila somministrazioni al giorno una volta completati i cicli "aperti" con i vaccini a vettore adenovirale. In assenza di un deciso cambio di marcia nelle forniture di vaccini a mRna, è ragionevole aspettarsi un rallentamento della campagna nel mese di agosto”.

A lanciare l'allarme su una battuta d'arresto nell'andamento delle vaccinazioni è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, che oggi pubblica il monitoraggio 28 luglio-3 agosto sull'epidemia. Dopo oltre un mese di decremento, nelle ultime due settimane risale la percentuale di prime dosi sul totale di quelle somministrate, pari a poco più di 1 milione (29,5% del totale), ma la campagna vaccini secondo la Fondazione conta su un numero di dosi di mRna insufficiente per mantenere il ritmo. Questo a fronte di una serie di criticità, prima tra tutte il dato degli oltre 2,7 milioni di over 60 che non hanno ancora completato il ciclo vaccinale, con 1,98 mln (11%) che non hanno ancora ricevuto neanche una dose (dal 19% della Sicilia al 6,2% della Puglia) e 0,77 mln (4,3%) che devono completare il ciclo con la seconda dose.

Inoltre - rilevano da Gimbe - il trend di somministrazione delle prime dosi vede una flessione anche in tutte le altre classi d'età over 30 anni.

Dall'altro lato c'è la ridotta capacità di testare e tracciare i nuovi casi, dato che a fronte di una variante delta ormai prevalente e alla vigilia della pausa di agosto potrebbe potenzialmente far sottostimare una ripresa della curva epidemica, nell'ultima settimana in rallentamento a fronte di un +36,3% di pazienti e di un +36,5% nelle terapie intensive (+36,5%).