L'immunologo Clerici: "Variante russa? Niente panico, tutte neutralizzate dai vaccini"

Il direttore scientifico della Fondazione Don Gnocchi: " Il sistema immunitario è stimolato contro tutta la proteina Spike" del virus e la variante solo una piccola parte di questa proteina

Mario Clerici, docente di immunologia dell'università degli Studi di Milano

Mario Clerici, docente di immunologia dell'università degli Studi di Milano

globalist 17 giugno 2021
Una nuova variante di Covid-19 si affaccia dalla Russia, ma già sembra che possa essere neutralizzata dai vaccini a disposizione. "Ora bisogna mantenere i nervi saldi: Ho sentito parlare della possibile variante russa" di Sars-CoV-2 che sarebbe sotto la lente degli esperti a Mosca, "ma non ho visto nulla in letteratura al riguardo. E' probabile che sia una nuova variante. I virus cambiano, quindi non sarebbe strano o inatteso. Ma, prima di spaventarci troppo, dobbiamo riflettere sul fatto che ogni nuova variante che è emersa nei primi giorni sembrava dover spazzare via il nostro pianeta. 
Ogni volta abbiamo temuto che avrebbero fatto la differenza e poi si è dimostrato che tutte finora sono state neutralizzate dai vaccini, e anche dagli anticorpi monoclonali alla fine. Il che è sensato, perché con il vaccino il sistema immunitario è stimolato contro tutta la proteina Spike" del virus e "la variante colpisce" con le sue mutazioni "solo una piccola parte di questa proteina Spike". 
Parole di Mario Clerici, docente di immunologia dell'università degli Studi di Milano e direttore scientifico della Fondazione Don Gnocchi.
L'esperto commenta le notizie circolate riguardo a una possibile nuova variante moscovita, citata da alcuni media locali in questi giorni in cui nella capitale russa le infezioni sono in salita. Al momento questo sospetto mutante di Sars-CoV-2 non risulta essere stato inserito negli elenchi delle varianti di preoccupazione o di interesse dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ma sembrerebbe che gli sviluppatori del vaccino russo Sputnik V lo stiano studiando, per verificare anche se è mantenuta l'efficacia del loro prodotto scudo contro il ceppo in questione.
"Oggi dal punto di vista clinico, con le vaccinazioni che continuano ad aumentare, le varianti non sono da considerare per principio un problema - frena Clerici - Capisco che scatti subito il timore quando ne viene fuori una nuova, visto che Covid dura da mesi. Ma i virus cambiano a caso, è normale. Se gli va bene sviluppano varianti più potenti, se gli va male danno vita a varianti che funzionano meno bene. E' un processo random, purtroppo non controllabile, che il virus adotta per sfuggire alle difese. La soluzione è vaccinare il più possibile e rapidamente".