Crisanti: "Geolocalizzare chi entra nei locali pubblici"

Per il professore dell'università di Padova è un aiuto alla lotta al Covid: "Un compromesso trovato in Inghilterra"

Andrea Crisanti
Andrea Crisanti
Preroll AMP

globalist Modifica articolo

7 Giugno 2021 - 14.23


ATF AMP

Andrea Crisanti ha proposto di gelocalizzare chiunque entri nei luoghi pubblici, una pratica già sperimentata in Inghilterra, dove il diritto alla privacy e alla salute sarebbero garantiti al massimo. Tale misura aiuterebbe non poco a combattere la guerra contro Covid-19: ogni volta che una persona entra in un cinema, in uno stadio, in un ristorante”, insomma “in un luogo pubblico, scannerizza un codice Qr e immediatamente si sa che è stata lì”. Quindi “non una geolocalizzazione continua, in ogni singolo istante”, ha precisato ad ‘Agorà’ su Rai 3 il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova, bensì appunto “un compromesso” che “non mi pare – sottolinea – una grande deroga al diritto di privacy”.
“Nel momento in cui uno paga con la carta di credito, o con App o con qualsiasi altro strumento, è chiaro che in quel momento già delega tutti i suoi diritti di privacy”, fa notare lo scienziato. “Noi siamo continuamente tracciati per fini commerciali – aggiunge – la privacy è il recinto legislativo attraverso il quale le grandi compagnie gestiscono il loro business. Sarei dell’idea di scardinare questa cosa, di abolire la privacy, perché è il solo modo per rompere questi monopoli”.

Top Right AMP
FloorAD AMP
Exit mobile version