Eurispes: il Covid influisce negativamente sulla psiche, 1 su 5 ha preso psicofarmaci

I soggetti più interessati dagli effetti collaterali sono persone mature e le donne che hanno preso più di tutti ansiolitici, antidepressivi, stabilizzatori dell'umore e antipsicotici

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13 Maggio 2021 - 12.36


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Gli effetti collaterali del Covid sono molti di più e più intensi di quanto si pensi. D’altronde a solo 1 anno e poco più di un anno dall’inizio della pandemia, le patologie a lungo termine causate dall’infezione da Sars Cov 2 sono ancora in fase di studio.
Quasi una persona su 5 ha assunto nell’ultimo anno farmaci come ansiolitici, antidepressivi, stabilizzatori dell’umore, antipsicotici. Vi ricorrono maggiormente le persone mature e le donne.
L’Eurispes, per il Rapporto Italia 2021, ha indagato sul consumo di psicofarmaci da parte dei cittadini e sul ricorso al sostegno psicologico, che pure risulta rilevante: un intervistato su 4 si è rivolto ad uno psicologo.
Il 19% del campione sondato dall’Eurispes ha dichiarato di aver assunto psicofarmci, il consumo risulta più diffuso della media tra le persone più mature (22,5% dai 65 anni in su), meno tra i giovanissimi (10,1% dai 18 ai 24 anni). 
La percentuale tra le donne risulta più alta che tra gli uomini: 21,2% contro 16,7%. Una maggiore incidenza è stata rilevata, poi, tra i persone in cassa integrazione (27,2%) e pensionati (23,7%).
Inoltre, stando ai dati raccolti nell’indagine, è rilevante la quota di chi si è rivolto ad uno psicologo: più di un quarto del campione (27,2%). Ad uno psichiatra si è rivolto il 5,6% degli intervistati, in un percorso che solitamente si avvale anche di una terapia farmacologica di supporto.

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