Reinfezione e trasmissione del Covid anche dopo il vaccino: la parola degli esperti

Claudio Mastroianni, direttore del Dipartimento di Malattie infettive del Policlinico Umberto I di Roma: "Non ci sono certezze su reinfezione dopo immunizzazione. Tampone consigliato se contatti a rischio"

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10 Maggio 2021 - 12.50


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A fare il punto sul coronavirus e il vaccino covid è Claudio Mastroianni, direttore del Dipartimento di Malattie infettive del Policlinico Umberto I di Roma. Ad oggi sono oltre 7,4 mln gli italiani che hanno completato il ciclo vaccinale.
“Una volta che il numero di vaccinati aumenterà sarà possibile come già accade in altri Paesi che sono più avanti rispetto a noi, togliersi la mascherina all’aperto. Ma fino ad allora occorre gradualità nelle riaperture e mantenere la situazione epidemiologica sotto controllo perché essere immunizzati comporta alcuni benefici, sono più al sicuro rispetto alla malattia, ma anche responsabilità perché su alcuni aspetti della risposta immunitaria non abbiamo certezze assolute”.

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Cosa sappiamo sulla reinfezione dopo aver fatto il vaccino? “È certo che la vaccinazione protegge contro la Sars-CoV-2 e stanno venendo fuori studi in cui si dimostra che il vaccino protegge anche contro la trasmissione ma non al 100% – ha risposto Mastroianni – Aumentando vaccinazioni e circolando meno il virus la possibilità di trasmissione scenderà sempre di più”.
La protezione contro Covid funziona anche dopo la prima dose? “Per i vaccini a mRna – ha precisato l’infettivologo – la protezione è al 95% dopo la seconda dose, ma molti studi e anche le conferme che arrivano dalla ‘real life’ ci dicono che dopo due settimane dalla prima dose la protezione è già molto alta”.

Dopo la seconda dose si può essere comunque portatori inconsapevoli del virus? “Su questo aspetto non ci sono dati ed è molto raro che un soggetto vaccinato possa reinfettarsi o che possa essere in grado di trasmettere il virus – ha chiarito – Comunque la carica virale sarà bassa o molto bassa, il soggetto asintomatico e sicuramente anche la contagiosità sarà davvero minima”.

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E in questo caso i vaccinati si devono fare il tampone? “Anche chi ha già fatto il richiamo deve comunque essere attento, se sa di essere stato a contatto con un positivo deve fare il tampone – ha concluso – Faccio un esempio, io lavoro in un reparto Covid se mi accorgo di avere un sintomo mi farò subito un tampone o se ho avuto un contatto a rischio, lo screening rimane sempre importante, vaccinati o meno”.

“Non vedo come i piani nazionali di ripresa e di resilienza possano essere attuati senza il coinvolgimento dei Parlamenti” nazionali. Coinvolgere i Parlamenti “non è solo una cosa che noi chiediamo”, ma è “essenziale per gli Stati membri”, ha detto poi Gentiloni.

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