Dal virologo Maga buone notizie: "Poche le varianti Covid più contagiose"

Il direttore dell'Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia: "Dopo il vaccino bassa la possibilità di contagiarsi e eventuali malattie molto lievi"

Giovanni Maga
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10 Maggio 2021 - 17.38


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Più va avanti la campagna di vaccinazione e più arrivano riscontri positivi sulla loro efficacia anche contro le varianti, le quali si somigliano sempre più, diventando quindi meno aggressive e pericolose per la salute.
“Dopo il vaccino anti-Covid si può contrarre la malattia, ma la probabilità è molto bassa. Dipende, ovviamente, anche da quanto tempo è passato dalla somministrazione del vaccino perché la prima dose comincia a dare un’immunità significativa dopo 10 giorni. 
E dopo due settimane si arriva al 70-80% della copertura che garantisce quel vaccino. Servono poi ancora 15 giorni dalla seconda per arrivare all’immunità più elevata garantita da quel vaccino”. Lo spiega il virologo Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia.
Anche la trasmissione del virus resta possibile dopo la vaccinazione completata, “ma se la persona contrae il virus dopo la vaccinazione avrà una malattia molto lieve, spesso asintomatica, e la possibilità di contagiare gli altri è molto bassa, anche se non può essere esclusa”. 
Inoltre, per quanto riguarda il tampone “i vaccinati seguono le stesse indicazione della popolazione generale. Ovvero: una persona vaccinata che sviluppi sintomi compatibili con il Covid o che sia contatto stretto di un caso accertato è sicuramente prudente che faccia il tampone”, conclude.
Poche le varianti più contagiose
Le varianti sono una costante. Abbiamo centinaia di versioni diverse del virus del Covid. Ma la maggior parte di esse non cambia le proprie caratteristiche fondamentali.
Sono solo poche le varianti, quelle che ora stiamo monitorando, che hanno aumentato la contagiosità”.

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