Locatelli avverte: "Aperture selettive oppure si torna indietro"

Il coordinatore del Cts spiega come le aperture dovranno essere fatte in funzione dei numeri. E per accelerare sui vaccini spiega: "Stiamo pensando di allungare a 42 giorni l'intervallo tra prima e seconda dose"

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11 Aprile 2021 - 08.28


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Una situazione Covid che sta migliorando da tre settimane, con una riduzione della diffusione del contagio, ma il professor Franco Locatelli, coordinatore del Cts, invita alla prudenza, finché non saranno stati messi in sicurezza anziani e fragili, per evitare di compromettere i risultati ottenuti.

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Ritiene che una prima “riapertura selettiva”sia la soluzione migliore per ricominciare.

I segnali di miglioramento, dal calo dell’Rt alle terapie intensive, spiega, “indicano che le misure messe in atto hanno consentito di riportare la situazione sotto controllo”, ma “guai se pensassimo che siamo fuori dal problema, ci ritroveremmo alla situazione di metà marzo avendo vanificato settimane di sacrifici per l’intero Paese”.

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“Le aperture vanno fatte per rispondere alla crisi economica e sociale, ma – afferma – devono essere ben ponderate in funzione dei numeri”. Sui tempi della campagna vaccinale, osserva che “l’obiettivo dei 500 mila vaccinati al giorno non è un sogno, è una priorità assolutamente raggiungibile se avremo le dosi che sono state previste”.

Per accelerare, “si sta considerando di allungare l’intervallo tra la prima e la seconda dose a 42 giorni e usare le dosi disponibili per aumentare il numero dei nuovi vaccinati. Anche il CDC (l’agenzia federale americana) ha suggerito questa soluzione, in caso di necessità. Non credo si rischi poi di restare senza vaccini per i richiami, perché Pfizer e Moderna hanno dimostrato di saper rispettare gli impegni presi sulle forniture”.

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