Per colpa delle tre varianti il picco delle infezioni arriverà nella prossime settimane

Il docente di Microbiologia all'Università di Tor Vergata: "Le tre varianti attuali preoccupano abbastanza, ma soprattutto preoccupano le varianti che non conosciamo ancora e che il virus sta preparando dietro le nostre spalle"

Guido Rasi
Guido Rasi
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4 Marzo 2021 - 09.08


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“È verosimile che fra qualche settimana avremo il picco della terza ondata – dice ad Agorà su Rai 3 Guido Rasi, docente di Microbiologia all’Università di Tor Vergata che aggiunge: “Quando ci sono tanti focolai, ognuno produce a raggio nuovi contagi. La situazione mi sembra molto brutta, d’altronde non ho visto misure strutturali per aiutare gli italiani a cambiare comportamento. Non ci sono le misure strutturali nei punti nevralgici, che sono la scuola e i trasporti”.

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Come valuta il dpcm a firma Draghi? “Il dpcm insegue la pandemia – osserva Rasi – se adesso seguiranno misure strutturali probabilmente i prossimi dpcm potranno essere adattati”.

Ancora Rasi: “Le tre varianti attuali preoccupano abbastanza, ma soprattutto preoccupano le varianti che non conosciamo ancora e che il virus sta preparando dietro le nostre spalle”. “Sicuramente – osserva – servono misure contenitive più serie, la Ffp2 va raccomandata, va rispettata la distanza di un metro e 80 con barriere di separazione”.

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Per quanto riguarda le scuole, il parametro che consente la chiusura anche nelle zone gialle e arancioni se si superano i 250 casi ogni 100mila abitanti per una settimana “ha una sua base logica. Purtroppo – afferma Rasi – le scuole sono il ponte perfetto per la trasmissione del virus. Bastava mettere le partizioni e gestire i flussi nei corridoio, mi risulta che non sono stati gestiti”.

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