La ricerca: "Galli e Crisanti gli esperti più affidabili sulla pandemia Covid-19"

Un'indagine condotta nel dicembre 2020 da AstraRicerche: ultimo nella classifica Zangrillo. Burioni è appena sopra la media, mentre Capua e Viola sono sottoperformanti rispetto alla visibilità avuta

Crisanti e Galli
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23 Febbraio 2021 - 17.01


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Siete d’accordo? Massimo Galli e Andrea Crisanti, tra gli esperti italiani più protagonisti sui media in un anno di pandemia di Covid-19, sono le voci scientifiche ritenute più affidabili dagli italiani secondo un’indagine condotta nel dicembre 2020 da AstraRicerche, nata da un’idea dell’agenzia Abg PrR e realizzata in collaborazione con Volocom.

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La ricerca, che ha coinvolto un campione di italiani di età compresa fra 18 e 70 anni, ha analizzato 6 tra i volti che il Paese ha imparato a conoscere durante l’emergenza coronavirus: oltre a Galli e Cristanti, Roberto Burioni, Ilaria Capua, Antonella Viola e Alberto Zangrillo.

Un modello matematico messo a punto ad hoc da AstraRicerche – spiega una nota – ha associato il livello di conoscenza di questi esperti dichiarato dagli italiani durante le interviste alla loro presenza mediatica, per indagare la notorietà e la ‘trustability’ di questi ‘virologi’. Termine non esatto per tutti e 6 i professionisti al centro dello studio, ma al quale l’opione pubblica li assimila. E’ emerso così che 3 esperti hanno una notorietà definita dai promotori dell’indagine “nettamente superiore agli altri”, e sono Galli, Zangrillo e Burioni.

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Solo un intervistato su 10 dice di non conoscere Zangrillo e poco più di uno su 6 di non conoscere Galli e Burioni. Inoltre, la maggior parte degli intervistati ritiene di conoscerli bene (Galli prevale con il 22%, seguito da Zangrillo con il 19% e da Burioni con il 18%). Più di un interpellato su 4 non conosce invece Crisanti e Capua e solo il 13% li conosce bene, mentre più della metà non conosce Viola e solo il 6% la conosce bene. Passando all’affidabilità, i due professionisti con “profilo più controverso” – si legge ancora – sono Burioni e Zangrillo. Quest’ultimo, in particolare, viene indicato come quello maggiormente in contrasto con i colleghi (30,9%). 

La notorietà degli esperti – evidenziano i promotori della ricerca – appare direttamente proporzionale a quanto sono stati presenti sui media a marzo e aprile, cioè nei mesi di inizio pandemia, di lockdown totale per la popolazione italiana e di conseguente altissima attenzione alle informazioni mediatiche, e a quanto sono stati presenti nel periodo successivo al mese di agosto e in particolare a settembre, ottobre e novembre.

L’impatto massimo si è registrato sul web – continua la nota – mentre un impatto “rilevante ma molto minore” è stato riscontrato sulla stampa, e impatti “non rilevanti” risultano per tutti gli altri mezzi: tv, radio, social media.

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Infine, “dallo studio emerge chiaramente quanto la notorietà dei virologi sia influenzata dal loro stile di comunicazione, più che dai contenuti – si sottolinea – e che una comunicazione ‘aggressiva’ non porta a un maggiore o migliore ricordo” dell’esperto che la adotta.

Infatti, l’analisi relativa al singolo ‘virologo’ mostra che, rispetto a un punteggio base fissato in 100, Crisanti ottiene “molto di più” e cioè 166 (è più ricordato rispetto a quanto la sua visibilità suggerirebbe), Galli “un valore più che positivo” (121), Burioni è “appena sopra la media” (107), mentre Capua (77) e Viola (53) sono “nettamente sottoperformanti rispetto alla visibilità che hanno avuto. Soprattutto Zangrillo, il più polarizzante e dai toni forti (come lo definiscono gli intervistati) ottiene solo 64 punti”.

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