Bassetti si rivolge ai suoi colleghi: "Riguardo le varianti non terrorizziamo la gente"

L'infettivologo del San Martino di Genova sull'allarme lanciato dal collega: "Io non ho il reparto pieno, non andrò mai contro il mio ospedale"

Il virologo Bassetti

Il virologo Bassetti

globalist 22 febbraio 2021
Il direttore delle Malattie infettive all'ospedale San Martino di Genova, in collegamento con la trasmissione 'Non è l'Arena' su La7, commenta in particolare l'allarme lanciato nei giorni scorsi dal suo collega Massimo Galli che ha riferito di avere "il reparto invaso dalle nuove varianti" e che questo problema "riguarda tutta Italia".
"Non ho il reparto pieno di varianti Covid, non bisogna terrorizzare le persone". Lo dice Matteo Bassetti, sottolineando che "io non andrò mai contro il mio ospedale".Il Sacco di Milano, per il quale lavora Galli, ha poi fatto sapere in una nota che "tali affermazioni al momento attuale non rappresentano la reale situazione epidemiologica all'interno del presidio".

"Non voglio entrare nel caso specifico e fare polemica, ma io credo che i dati dei pazienti appartengano all'ospedale ed è evidente che l'ospedale dispone di quei dati. E se (l'ospedale, ndr) dice che un certo problema non c'è, mi pare che in qualche modo ci sia un po' di contrasto", sottolinea Bassetti. "Io posso dire quello che avviene nel mio ospedale in questo momento con le varianti: ho 4 malati su 20 ricoverati, che corrispondono al 15%. Bisogna fare molta attenzione, però non ho il reparto pieno di varianti. E' chiaro che nella comunicazione bisogna che facciamo tutti molta attenzione perché il rischio è quello di terrorizzare le persone che in questo momento hanno bisogno di tutto tranne che essere terrorizzate", rimarca Bassetti.

"Siamo in un momento strategico molto difficile, abbiamo ancora bisogno di 4-5 settimane in cui tutti dobbiamo stare molto tranquilli, ma non è il momento di dire: siamo pieni di varianti e sarete tutti colpiti. Anche perché -aggiunge- la variante inglese che in questo momento è predominante in molti centri è più contagiosa ma non più letale ed è anche coperta dal vaccino. Il messaggio molto importante che dobbiamo dare è che se noi riusciamo a vaccinare rapidamente molte persone, specie quelle piu fragili, la variante inglese non ci darà problema".