Garattini pessimista: "Troppi pochi vaccini per raggiungere l'immunità entro l'estate"

Il fondatore dell’Istituto Mario Negri di Milano in un'intervista al Mattino commenta la situazione coronavirus

Garattini

Garattini

globalist 11 gennaio 2021

E' pessimista e ha ragione Silvio Garattini che al Mattino spiega:“Con poco più di 40mila vaccinazioni effettuate, sarà immunizzata, fra tre settimane, con la somministrazione della seconda dose, solo lo 0,70 per cento della popolazione, ossia uno su 142 abitanti”. precisando che saremo al sicuro “quando avremo tra i 40 e i 50 milioni di italiani vaccinati e almeno 100 milioni di dosi somministrate. Siamo ben lontani dall’avere questi numeri ed è difficile conseguire questa immunità entro l’estate per il semplice fatto che anche la disponibilità di vaccini è limitata, complicata dalla somministrazione in doppia dose e dalla complessa catena del freddo da rispettare”.


“Intanto il virus continua a circolare” prosegue il farmacologo, fondatore dell’Istituto Mario Negri di Milano “E tanto più gira, tanto più ci sono possibilità di mutazioni. Una mutazione di troppo potrebbe a un certo punto inficiare il vaccino. Cosa che comporterebbe un aggiornamento del vaccino stesso e altro tempo perso”.


Quanto alle zone gialle, arancioni e rosse, per Garattini “questo sistema di restrizioni non può funzionare. Bisognerebbe prendere decisioni chiare e comprensibili. Non bisogna essere sorpresi che ci siano i dubbiosi del vaccino. Bisogna rispondere con il dialogo e con umiltà, facendo conoscere le cose, perché questa tecnologia dei vaccini è un grande progresso e quali sono gli effetti collaterali possibili”.


Le dosi del vaccino Moderna che arriveranno “sono poche rispetto al nostro fabbisogno. Il vaccino AstraZeneca ha trovato purtroppo degli ostacoli e arriverà più tardi del previsto. Entro fine marzo arriviamo a vaccinare non più di 16 milioni di persone, poche per immaginare un’immunità di gregge”.