Pregliasco avverte: "Una terza ondata Covid durante il piano vaccini sarebbe un disastro"

Il virologo dell'università degli Studi di Milano, che sottolinea come "ormai questa malattia si è così diffusa che riusciremo a contenerla solo se la vaccinazione avrà successo".

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12 Dicembre 2020 - 18.13


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Prudenza, prudenza e prudenza mentre troppi mordono il freno: “Dobbiamo riuscire a ridurre i numeri dell’epidemia di Covid-19 in Italia in modo consistente, anche per prepararci bene a quella che sarà la campagna vaccinale contro il coronavirus Sars-CoV-2. Perché se in concomitanza con l’avvio del piano vaccini avremo una terza ondata pesante, saranno guai seri”.

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E’ l’avvertimento di Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli Studi di Milano, che sottolinea come “ormai questa malattia si è così diffusa che riusciremo a contenerla solo se la vaccinazione avrà successo”.

“Non a caso sul vaccino anti-Covid c’è un interesse geopolitico tanto importante”, osserva l’esperto. E’ così “perché la nazione che per prima raggiungerà l’immunità di gregge sarà anche la prima a uscire da questo tunnel e a ripartire”, avverte il medico.

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Quanto alla possibilità di ripensare al divieto di spostamenti fra Comuni nei giorni clou delle feste di Natale, secondo Pregliasco “la questione va trattata con buonsenso. E’ vero che chi abita in grandi città come Roma o Milano può girare per chilometri e chilometri all’interno dello stesso Comune, mentre chi vive in un piccolo paese magari il centro commerciale ce l’ha al di là della strada in un altro Comune. Quindi va bene applicare il buonsenso magari per correggere qualche incongruenza, ma attenzione: non dobbiamo ridicolizzare il Dpcm, perché il Dpcm ci dice sostanzialmente che ogni contatto è un rischio e non dobbiamo perdere il senso del provvedimento”.

Obiettivo scendere a 5-10 mila contagi al giorno

“L’obiettivo è scendere a 5mila, massimo 10mila nuove infezioni da coronavirus Sars-CoV-2 al giorno, per poter tornare a una capacità di tracciamento che ora in Italia abbiamo perso completamente”. 

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“La tendenza positiva c’è – sottolinea l’esperto commentando l’ultimo bollettino sull’andamento di Covid-19 nel Paese – anche se resta drammatico il numero dei morti, un dato terribile, di fronte al quale ci stiamo quasi ‘anestetizzando'”. Tuttavia, il calo della curva dei contagi procede lento: “Abbiamo modificato il profilo epidemiologico – analizza il medico – e creato una collina digradante che purtroppo non va giù velocemente perché questo tipo di lockdown non lo permette. E’ una mediazione necessaria fra le varie esigenze”.

“Abbiamo capito che” la corsa contro questo virus “non è più uno sprint: nella prima ondata pensavamo che lo fosse, mentre ora è una maratona – avverte Pregliasco – Mi rendo conto che una persona durante una maratona dosa le forze, e magari a un certo punto rallenta per prendere un po’ d’acqua. Dobbiamo però stare attenti a non rallentare troppo”, cioè uscendo dalla metafora “dobbiamo far sì che le facilitazioni che ci sono state date per concederci un po’ d’aria in vista delle feste di Natale non vanifichino gli sforzi fatti finora”.

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