Ricordi (Css): "Serve unità contro il Covid, anche Zangrillo entri nel Comitato tecnico scientifico"

Camillo Ricordi, direttore del Diabetes Research Institute e Cell Transplant Center dell'Università di Miami: "Bisogna mettere insieme clinici di alto livello come Zangrillo e scienziati di alto livello".

Camillo Ricordi, direttore del Diabetes Research Institute e Cell Transplant Center dell'Università di Miami

Camillo Ricordi, direttore del Diabetes Research Institute e Cell Transplant Center dell'Università di Miami

globalist 23 novembre 2020

Pazienza se ha detto che il Covid era clinicamente inesistente contribuendo a legittimare il ‘libera tutti? Dell’estate il cui prezzo stiamo pagando oggi.

"Se vogliamo sconfiggere questo virus dobbiamo promuovere un programma di unità nazionale, a partire dalla scienza e dalla clinica. Bisogna mettere insieme clinici di alto livello come Zangrillo e scienziati di alto livello. Basta selezionarli bene".
Sono le parole dello scienziato italiano negli Usa Camillo Ricordi, direttore del Diabetes Research Institute e Cell Transplant Center dell'Università di Miami, e anche componente dell'italiano Consiglio superiore di sanità (Css), che invoca unità nazionale nella lotta al coronavirus Sars-CoV-2 in Italia e cita fra gli esperti che dovrebbero essere inclusi in questo fronte unico contro Covid-19 anche Alberto Zangrillo, prorettore dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano e primario di terapia intensiva dell'Irccs di via Olgettina.
Per Ricordi, intervenuto a 'L'Aria che tira' su La7, non ci sono dubbi: "Zangrillo dovrebbe far parte del Comitato tecnico scientifico".


E torna anche sulle parole dell'esperto che hanno scatenato tante polemiche nei mesi scorsi: "Dopo la prima ondata - dice Ricordi - anche da noi c'è stato un periodo di settimane in cui il virus sembrava clinicamente morto. Alberto Zangrillo è stato travisato, perché clinicamente morto" non vuol dire che il virus non esiste più.
"Clinicamente vuol dire quello che osserviamo nelle terapie intensive. Noi abbiamo avuto settimane in cui non entrava più un caso in terapia intensiva e i pochi che c'erano erano casi pregressi, di mesi prima, cronici". Zangrillo faceva riferimento a "quello che vediamo negli ospedali", ha voluto chiarire Ricordi.
Ma il discorso dello scienziato italiano negli States è più ampio e affronta la tendenza alla divisione degli esperti in due partiti: negazionisti e non, ottimisti e pessimisti e così via. "E' la stessa dicotomia che si vede tra i Paesi che hanno risolto il problema coronavirus e quelli dove ancora sta aumentando". Questi ultimi sono "i Paesi dove non c'è unità nazionale a livello politico e scientifico, come Italia e Usa. Da noi è anche peggio: con Trump sembrava che se uno è repubblicano non deve mettere la mascherina e se uno è democratico la deve mettere. E quindi, se vedevi uno senza mascherina, dicevi 'guarda, è repubblicano'".
"La polarizzazione politica e delle opinioni scientifiche" non va bene secondo Ricordi, e andrebbe messa da parte per "lavorare insieme per un fronte di unità nazionale per sconfiggere il coronavirus. Invece qui si prendono posizioni polarizzanti. Che vuol dire sei pro o contro Zangrillo? Io sono con Zangrillo, e con la scienza di un certo livello come dice Crozza", chiosa il diabetologo riferendosi alla battuta del comico genovese e ribadendo che "nel Comitato tecnico scientifico" italiano andrebbe messo anche lo specialista del San Raffaele.
"Ci sono già scienziati grandissimi come Franco Locatelli, ma se vedete nei Paesi dove è stato sconfitto il virus, come il Giappone, c'è unità nazionale per sconfiggere una pandemia".