Crisanti: "Il Dpcm ha misure non risolutive, è necessario un piano"

L'ordinario di microbiologia all'Università di Padova: "Attuare un vero piano di sorveglianza che preveda tracciamenti mirati per interrompere le catene di trasmissione"

Crisanti

Crisanti

globalist 25 ottobre 2020

Lui è un po’ la Cassandra della situazione, ossia prevede quello che sta per accadere ma non viene creduto. Anzi, per denigrarlo lo chiamano lo ‘zanzarologo’ dimenticando quante vite ha salvato in Veneto convincendo Zaia ad andare contro quelle che all’epoca erano le indicazioni dell’Oms

"Le misure messe in campo con il nuovo Dpcm sono misure ad effetto temporaneo e non risolutive". 



Lo afferma Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia all'Università di Padova.


Il punto, ha spiegato, è che "finché non si elaborerà un piano per consolidare i risultati eventualmente derivanti da misure più restrittive, continueremo inevitabilmente in questa spirale di contagi". 
 Secondo Crisanti bisognerebbe dunque "mettere in campo un piano di sorveglianza che, una volta che saremo riusciti ad abbassare i contagi attraverso misure più restrittive come tutti speriamo, riesca a mantenerli bassi e sotto controllo".


Ci sono, ha sottolineato, "vari esempi di Paesi virtuosi che sono riusciti in questo obiettivo, da Taiwan alla Corea. Oltre alle misure illustrate oggi dal premier, bisognerebbe cioè adottare una strategia che finora in Italia non è stata mai messa in campo".


Si tratta di attuare un "vero piano di sorveglianza che preveda tracciamenti mirati per interrompere le catene di trasmissione, strumenti informatici efficaci e rafforzamento della capacità di diagnosi".