Il virologo Massimo Clementi: "Con la terapia giusta abbiamo salvato Berlusconi"

L'ordinario di Microbiologia e Virologia del San Raffaele: ""La carica virale alta" riscontrata nel tampone ci ha dato l'indicazione a un trattamento contro il virus e questa scelta ha portato alla guarigione".

Burioni e Clementi

Burioni e Clementi

globalist 15 settembre 2020

In altri tempi sarebbe morto. E anche - probabilemente - se non avesse avuto un medico personale che lo ha fatto ricoverare alle 4 del mattino senza aspettare.


"La carica virale alta" riscontrata nel tampone di Silvio Berlusconi, "unitamente all'età e alla presenza di comorbidità" che lo rendevano un paziente critico, "hanno fatto pensare che ci potesse essere l'indicazione a un trattamento contro il virus e questa scelta ha portato alla guarigione".
Così, durante un intervento a 'TimeLine' su SkyTg24, il virologo Massimo Clementi ha ribadito le ragioni che hanno motivato la strategia terapeutica decisa per l'ex premier colpito da Covid-19 e trattato con l'antivirale remdesivir.


All'indomani delle dimissioni del leader di Forza Italia dal San Raffaele di Milano, l'ordinario di Microbiologia e Virologia all'università Vita-Salute San Raffaele, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell'Irccs ospedale San Raffaele, è tornato anche sulla carica virale 'record' di Berlusconi. "Il professor Clementi del San Raffaele ha studiato il mio tampone - aveva ripetuto ieri il Cavaliere - ed è rimasto sorpreso dall'entità della carica virale che è stata la più alta tra decine di migliaia osservate al San Raffaele".


Premettendo che "un paziente è liberissimo di dire che ha il colesterolo alto o basso", ma "a me non piace molto commentare i dati dei singoli pazienti", il virologo spiega: "E' noto che a Berlusconi, inizialmente asintomatico, successivamente è stata identificata un'iniziale forma di polmonite bilaterale. Al tempo stesso è stato quantificato il virus nel tampone naso-faringeo e si è visto che la carica virale era alta". Ciò considerato, data la tipologia di paziente, si è optato appunto per la somministrazione dell'antivirale. "Aver avuto un'idea della carica iniziale - conclude Clementi - ci ha consentito di valutare nel tempo l'efficacia del trattamento e di vedere un decremento fino all'ultimo tampone fatto il giorno delle dimissioni. Adesso stiamo aspettando, perché la legge prevede che ci siano due tamponi negativi". Finché non li avrà, l'ex presidente del Consiglio resterà in isolamento.