Il pediatra: "La febbre va misurata a scuola, altrimenti succede come per i pidocchi"

Italo Farnetani, docente alla Libera Università Ludes di Malta: "Non per sfiducia nei confronti delle famiglie, ma perché al momento di uscire manca il tempo, i bambini e i genitori vanno di fretta"

Scuola e coronavirus
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11 Settembre 2020 - 08.37


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“La febbre va misurata a scuola, tutti i giorni, prima dell’ingresso. Proprio come avviene in aeroporti, uffici ed esercizi commerciali. Non per sfiducia nei confronti delle famiglie, ma perché al momento di uscire per andare a scuola manca il tempo, i bambini e i genitori vanno di fretta e si potrebbero creare errori od omissioni. Ce lo dice il fenomeno dei pidocchi”.

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Lo afferma Italo Farnetani, docente alla Libera Università Ludes di Malta, intervenendo sul dibattito del controllo della temperatura degli alunni, che vede le Regioni spingere su verifiche da fare a scuola.

“Guardiamo a quanto accade nel caso del trattamento contro la pediculosi – dice il pediatra – che è affidato alle famiglie, e basta una sola applicazione per rientrare a scuola. Ebbene, è noto che le recrudescenze ricorrenti di pediculosi nelle classi sono legate al fatto che non tutte le famiglie fanno i controlli e il trattamento. Mutatis mutandis, se invece dei pidocchi c’è il coronavirus, cosa può accadere? Consiglio però che anche i genitori controllino la temperatura dei figli prima di uscire di casa – conclude Farnetani – Eviteranno così viaggi inutili, ma soprattutto ipotetiche forme di contagio. Insomma, per me è necessario che la febbre sia controllata a scuola”.

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