Ippolito: "I cittadini sono troppo rilassati per colpa dei litigi tra noi scienziati"
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Ippolito: "I cittadini sono troppo rilassati per colpa dei litigi tra noi scienziati"

La preoccupazione del direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito: "Le mascherine sono cadute in disuso", ma "è un errore, il Covid circola".

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6 Luglio 2020 - 07.14


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Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma e membro del Comitato Tecnico Scientifico, vede un eccessivo rilassamento tra la gente nel rispetto delle norme anti-Covid. Secondo lui – ha spiegato al Corriere della Sera – questo è dovuto anche alla confusione creata dai messaggi contraddittori lanciati dagli scienziati e dalle istituzioni.

“Le mascherine sono cadute in disuso, vedo e mi raccontano che sono troppo spesso dimenticate, come se non servissero più. Invece restano fondamentali. Credo che la gente abbia perso fiducia nella scienza. Finché la comunicazione era univoca, ‘il virus c’è e fa male, punto’, i cittadini hanno seguito le raccomandazioni. Poi sono cominciate le divisioni e la confusione può aver creato un rilassamento nei comportamenti che invece sono fondamentali per tenere a bada il virus”

 Ippolito ha sottolineato l’importanza di mantenere le regole di prudenza che abbiamo applicato durante il lockdown: distanziamento sociale, lavarsi spesso le mani ed indossare la mascherina. Nonostante tutto, non è pessimista: “In Italia esiste un sistema di tracciamento molto efficace in tutte le Regioni indistintamente, di destra e sinistra, che stanno facendo un grande sforzo […] Però anche i singoli cittadini devono fare la loro parte”

“Se andiamo a cena al ristorante oltre a prenotare dovremmo lasciare nome, cognome e numero di telefono in modo da poter essere rintracciati nel caso all’interno dello stesso locale venga segnalato un cliente positivo al tampone. Darsi alla macchia è un atto di furbizia che nuoce alla collettività e fa gioco al virus che prende il largo”

Il direttore dello Spallanzani consiglia fortemente di scaricare l’app Immuni, perché “fa automaticamente rintracciare chi ha avuto contatti con una persona positiva, nel pieno rispetto della privacy. Funziona da campanello d’allarme”. Su una possibile seconda ondata ha preferito non sbilanciarsi: “Non rispondo né sì né no. Il virus non è morto, è contagioso come prima e può riprendersi”

 
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