Il professor Andreoni: "Abolire il distanziamento sociale sui treni non è stata una buona idea"

Il virologo del Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive

Massimo Andreoni, virologo del Policlinico Tor Vergata di Roma

Massimo Andreoni, virologo del Policlinico Tor Vergata di Roma

globalist 30 giugno 2020

Tutto finito? Pare proprio di no. "Abolire il distanziamento sui treni non mi sembra una grande idea. Non è una questione di ottimismo o di pessimismo. E' una questione di prudenza. Prima ancora che la scienza in questo caso è in gioco il buon senso. Non dimentichiamo che di virus si muore ancora e che diverse persone, adesso, si trovano in terapia intensiva".


A affermarlo è Massimo Andreoni, virologo del Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive.


"Ci sono almeno tre dati da ricordare. Il primo dato è che il virus sta ancora circolando e il caso di Mondragone è quello più eclatante. Il secondo dato è che nei mezzi di trasporto il rischio di contaminazione è più alto: si sta molte ore insieme, in situazioni di stretta vicinanza, e non sempre con la mascherina e prendendo tutte le precauzioni necessarie. Questo - ricorda Andreoni - è un periodo in cui riprendono i grandi spostamenti, da regione a regione e anche da nazione a nazione, e quindi i pericoli aumentano. Il terzo dato è che il virus sta creando, di nuovo, molti problemi in molte aree del mondo, dal Brasile agli Stati Uniti. Molti pensano al caso degli aerei, dove il distanziamento è stato eliminato, ma si tratta di una condizione diversa. Sugli aerei, infatti, i sistemi di aerazione sono molti efficaci, mentre sui treni non sono altrettanto sofisticati. Là la deroga è possibile, sui treni non è consigliabile: è meglio pensare di organizzare un secondo treno, anziché affollarne uno soltanto", raccomanda.


"Il punto è - rileva il virologo - che stiamo vivendo un momento delicatissimo: stiamo cercando di capire se le attuali misure di contenimento siano sufficienti, mentre si è decisa la riapertura di tante attività, a cominciare dai bar ai ristoranti. Adesso sovrapporre ulteriori misure di 'apertura' a quelle già esistenti mi sembra, oggettivamente, voler rischiare tutto. Troppo. Se la situazione dovesse aggravarsi, con i contagi che ripartono, si ritornerebbe indietro, vanificando gli sforzi fatti finora".


"Dobbiamo, invece, saper fare delle scelte e riconoscere che esistono delle priorità, legate alla salute di noi tutti. Abbiamo dovuto chiudere le scuole e chiudere anche le università, rinunciare agli esami di maturità come li conoscevamo, e di conseguenza possiamo esercitare la prudenza sui treni", conclude Andreoni.