La rivista science: contro Covid-19 bisognerà tenere alta la guardia fino al 2022

Secondo il team di Stephen M. Kissler dell'Harvard T. H. Chan School of Public Health di Boston (Usa) in futuro il virus diventerà stagionale come l'influenza

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14 Aprile 2020 - 18.03


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Sarà lunga: il virus pandemico diventerà stagionale, un po’ come l’influenza. E se il distanziamento sociale può ridurre l’arrivo di pazienti in condizioni critiche in ospedale, dando respiro ai sanitari, la trasmissione di Covid-19 riprenderà una volta che queste misure saranno revocate, travolgendo nuovamente le strutture sanitarie, tanto che potrebbe essere necessario mantenere il distanziamento sociale in modo intermittente anche nel 2022, per far fronte alle ondate epidemiche.
Inoltre servono al più presto studi sierologici per far luce sulla durata dell’immunità acquisita dai pazienti.
Lo suggerisce uno studio appena pubblicato su ‘Science’ dal team di Stephen M. Kissler dell’Harvard T. H. Chan School of Public Health di Boston (Usa), che per il futuro prevede un “andamento stagionale” del virus.
Mentre la pandemia ancora dilaga, ci si chiede per quanto tempo il virus ci farà compagnia. Ora il nuovo studio di modellizzazione suggerisce che l’incidenza di Sars-CoV-2 fino al 2025 dipenderà in modo decisivo proprio dalla durata dell’immunità umana, della quale gli scienziati sanno ancora poco. Pertanto, secondo gli autori, sono necessari “urgentemente studi sierologici longitudinali per determinare l’estensione dell’immunità della popolazione, e per capire se questa immunità diminuisce con il tempo e con quale frequenza”. Sempre più spesso le autorità sanitarie ritengono “improbabile” che Sars-CoV-2 imiti il ‘cugino’ Sars-CoV-1 e venga eradicato dopo aver causato una breve pandemia. Piuttosto, la sua trasmissione potrebbe assomigliare a quella dell’influenza pandemica, con una “circolazione stagionale”. Conoscere la probabilità di questo scenario è cruciale per una risposta efficace.
In questo studio, utilizzando i dati sulla stagionalità dei coronavirus umani noti e ipotizzando una certa immunità crociata tra Sars-CoV-2 e altri coronavirus, Kissler e i suoi colleghi hanno costruito un modello di interazioni pluriennali. Poi gli scienziati hanno usato questo modello per studiare per quanto tempo le misure di distanziamento sociale devono rimanere in atto per tenere sotto controllo Sars-CoV-2, proiettando la potenziale dinamica di Covid-19 nei prossimi 5 anni.
Sulla base delle loro simulazioni, gli scienziati affermano che il fattore chiave che modulerà l’incidenza del virus nei prossimi anni sarà proprio la velocità con cui l’immunità al virus si riduce, aspetto che deve ancora essere determinato. Inoltre in tutti gli scenari simulati, incluso quello di un distanziamento sociale occasionale e intermittente, il contagio tornerà a diffondersi quando le misure vengono revocate. Ad esempio, se il distanziamento sociale si allenta quando la trasmissibilità del virus aumenta in autunno, potrà verificarsi un’intensa epidemia invernale, che si sovrapporrebbe alla stagione influenzale e metterebbe fuori gioco gli ospedali.
Un altro scenario mostra che una ripresa intermittente di Sars-CoV-2 potrebbe verificarsi fino al 2025. L’arrivo di nuove terapie potrebbe attenuare la necessità di un rigoroso distanziamento sociale, ma in mancanza di farmaci o vaccini “potrebbe essere necessario mantenere una sorveglianza e un distanziamento intermittente nel 2022”, scrive Kissler. Ciò darebbe agli ospedali il tempo di aumentare la loro capacità di terapie intensive, consentendo al contempo di far crescere l’immunità nella popolazione. “Il nostro obiettivo non è di approvare queste misure, ma di identificare le probabili traiettorie dell’epidemia con approcci alternativi”, scrivono i ricercatori.

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