L'infettivologo Rezza: "Il virus non sparisce subito, non si può pensare a un 'liberi tutti' dopo Pasqua"

Il direttore del dipartimento di Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità. "Covid-19 in Italia è caratterizzata da tanti piccoli focolai che si accendono e si spengono in seguito alle misure adottate.

Rezza e Borrelli

Rezza e Borrelli

globalist 31 marzo 2020
La verità è che nessuno sa esattamente cosa accadrà.
A maggio i casi di Covid-19 in Italia si azzereranno, come prevedono alcuni modelli matematici? "C'è tutto un fiorire di modelli matematici, talvolta semplicistici. Noi dobbiamo guardare i numeri reali e c'è una buona notizia: come avevo previsto in questi giorni vediamo i segnali dell'efficacia delle misure adottate. Dobbiamo tenere duro con queste misure molto rigorose fino a Pasqua, dopodiché possiamo iniziare a pensare a strategie di allentamento modulate e progressive".
A dirlo è Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità.
"Penso ad uno 'stop and go' sulla base delle rilevazioni, o a misure diverse in base ai territori. In tutti i casi - raccomanda - è fondamentale avere un monitoraggio attento di quel che accade sul territorio, con la ricerca attiva dei casi, e magari l'uso di app come in Corea". "Il virus non sparisce all'improvviso, e non si può pensare a un 'liberi tutti' dopo Pasqua: fino a che non ci sarà un vaccino questo virus continuerà a circolare".
Quanto al picco, "abbiamo avuto quello di Codogno, ora forse ci siamo a Bergamo e Brescia, ma ancora non possiamo parlare a livello nazionale. Covid-19 in Italia è caratterizzata da tanti piccoli focolai che si accendono, e poi si spengono in seguito alle misure adottate. Non è immaginabile adesso una situazione con 'casi zero'. Se le misure si allentassero - avverte - tornerebbe a galla la pandemia. Ecco perché è importante non abbassare la guardia, e studiare strategie per un allentamento modulato", conclude.