Francesca ha 30 anni ed è una delle ricercatrici precarie che ha isolato il Coronavirus

Insieme alle colleghe Castilletti e Capobianchi, ha lavorati a ritmi serratissimi per isolare il virus: "È stato meno difficile del previsto"

Francesca Colavita

Francesca Colavita

globalist 3 febbraio 2020

Fra le eccellenze dell’Istituto Spallanzani che hanno isolato il Coronavirus c’è anche una ricercatrice precaria. Si chiama Francesca Colavita, ha 30 anni e, come dichiarato da lei stessa, un contratto co.co.co presso l’Istituto di Malattie Infettive romano.


È stata la ricercatrice molisana, insieme alle colleghe Concetta Castilletti e Maria Rosaria Capobianchi, a lavorare a ritmi serratissimi per riuscire ad isolare il virus e oggi al Corriere della Sera dichiara:



“Che emozione, è stato meno difficile del previsto. Ora mi scusi devo lasciarla, mi chiamano per un’urgenza”.



Quando si è presentata la necessità di raddoppiare i turni, Francesca non ha esitato. Lei, che a soli trent’anni, ha già maturato una vasta esperienza anche nello studio del virus Ebola. All’Istituto Spallanzani ha un contratto di collaborazione e lavora presso il laboratorio di Virologia e Biosicurezza. Ha partecipato anche a progetti di sicurezza e cooperazione allo sviluppo in Sierra Leone nel laboratorio installato presso il ‘Princess Christian Maternity Hospital’ di Freetown. Come riporta il Corriere:



Durante l’epidemia di Ebola è partita diverse volte per la Liberia e la Sierra Leone, dove il virus della febbre emorragica ha colpito duramente. Non si è tirata indietro quando si è trattato di partecipare a progetti di sicurezza e cooperazione al termine dell’emergenza in quei Paesi.



Un team tutto al femminile, che ha raccontato come si è arrivati all’isolamento del virus: “Lo abbiamo cullato e abbiamo avuto anche un pò di fortuna”. Maria Capobianchi la direttrice del laboratorio di Virologia dell’Inmi Spallanzani 67enne nata a Procida, laureata in scienze biologiche e specializzata in microbiologia, dal 2000 lavora allo Spallanzani. Mentre la ricercatrice 56enne Concetta Castilletti, due figli grandi e una famiglia che la supporta da sempre, dice: “Sono abituati a questo genere di emergenze a casa mia  anche perchè io non mi ricordo una vita diversa da questa. E’ sempre stato così”.


“Ho vissuto la grande emergenza della Sars, di Ebola, dell’influenza suina, della chikungunya, e insieme ai miei colleghi siamo stati spesso in Africa. È un lavoro che mi piace moltissimo e non potrei fare altro. Ma la vittoria è di tutto il team. Eravamo tutti impegnati, tutta la squadra. Abbiamo un laboratorio all’avanguardia, impegnato 24 ore su 24 in questo genere di emergenze”, aggiunge Concetta Castilletti.


Sul tema dei precari il ministro della Salute, Roberto Speranza, a Circo Massimo su Radio Capital ha detto: “Già in legge di bilancio abbiamo approvato un emendamento che cambia la legge Madia e prevede la stabilizzazione di 35 mila persone che erano precarie. Il tema della precarietà è uno dei temi su cui dobbiamo lavorare. Solo per il comparto salute - ha ribadito - questo consente a 35 mila operatori di avere così la stabilità e questo rende piu forte il Servizio sanitario nazionale”.