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Buone notizie. Verso la commercializzazione di un farmaco sperimentale anti-Alzheimer

Si tratta di un anticorpo specifico contro la proteina tossica "beta-amiloide", da sempre principale indiziata nella demenza.

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globalist

23 Ottobre 2019 - 12.43


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Nuove speranze nella lotta all’Alzheimer: l’azienda statunitense Biogen chiederà alla Fda (organo regolatorio americano) l’autorizzazione per la commercializzazione del farmaco sperimentale “aducanumab”. Si tratta di un anticorpo specifico contro la proteina tossica “beta-amiloide”, da sempre principale indiziata nella demenza. Lo ha annunciato l’azienda, la quale inizialmente aveva chiuso i test clinici a causa di risultati deludenti. 

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Test funziona con un dosaggio maggiore dell’anticorpo – Ma, dopo una nuova analisi di un ampio set di dati dello stesso test, l’azienda ci ha ripensato e sostiene che a un dosaggio maggiore l’anticorpo effettivamente funziona, rallentando la progressione del declino mentale cui l’Alzheimer inesorabilmente condanna i pazienti. “Siamo fiduciosi nella prospettiva di offrire ai pazienti la prima terapia che riduce il declino clinico dell’Alzheimer”, ha dichiarato l’amministratore delegato della Biogen Michel Vounatsos.

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Dopo la richiesta alla Fda ci vorranno uno o due anni per la commercializzazione – L’azienda presenterà alla Fda i documenti per chiedere l’autorizzazione all’uso del farmaco, per la quale ci vorranno 1-2 anni prima che possa essere commercializzato. E potrebbe fare richiesta anche alle autorità regolatorie europee. “Questo annuncio è importante perché aducanumab, se approvato dalla Fda sarà il primo farmaco capace di curare l’Alzheimer”, sostiene in un commento Michele Vendruscolo, del dipartimento di chimica dell’Università di Cambridge ed esperto del settore.

 

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L’esperto: “Aducanumab può aprire la strada a nuovi composti più potenti” – “Altrettando importante è il fatto che aducanumab dimostra che intervenire sull’aggregazione del peptide beta-amiloide è un approccio terapeutico efficace – continua l’esperto. Questa dimostrazione aprirà la strada per lo sviluppo di altri composti ancora più potenti per l’Alzheimer e per altre malattie neurodegenerative, inclusi Parkinson e sclerosi laterale amiotrofica”. “È interessante notare che l’abbandono iniziale di aducanumab era stato causato da un’analisi inaccurata dei risultati dei test clinici – conclude Vendruscolo – ma, considerando meglio i numerosi fattori che hanno contributo a tali risultati, i ricercatori di Biogen sono riusciti a rivelare l’efficacia terapeutica del farmaco sperimentale”.

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