Iscrizione agli albi professionali sanitari anche di chi non ha titolo: ora è legge

La contestatissima norma approvata definitivamente. Le opposizioni parlano dell'ennesimo condono. Il m5s dice che non è vero (come per la sanatoria edilizia di Ischia)

Esercitazione in un corso di laurea in ostetricia

Esercitazione in un corso di laurea in ostetricia

globalist 30 dicembre 2018

Come accadde per il condono edilizia di Ischia i grillini (fautori della norma) hanno negato che si trattasse di una sanatoria o altro.



Ma solo dl tentativo di inquadrare 20 mila operatori della sanità che potevano rimanere senza lavoro dopo il decreto emanato dal precedente ministro della salute Lorenzin.



Il comma della discordia - Nel Def è stato inserito il comma 283 bis che contiene norme assai discutibili: si modifica le legge 42/99 (Disposizioni in materia di professioni sanitarie) introducendo per la terza volta, dopo l’inammissibilità in Commissione Bilancio alla Camera e poi il ritiro dell’emendamento della Lega al Senato, una deroga per l’iscrizione agli Ordini da parte dei professionisti senza titoli. 
Viene stabilito infatti che chi ha svolto professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione senza il possesso di un titolo abilitante per l'iscrizione all'albo professionale, per un periodo minimo di 36 mesi, anche non continuativi, negli ultimi 10 anni, potrà continuare a svolgere le attività professionali previste dal profilo della professione sanitaria di riferimento, purché si iscriva, entro il 31 dicembre 2019, in appositi elenchi speciali ad esaurimento (da costituire entro 60 giorni con decreto del ministero della Salute) e istituiti presso gli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, fermo restando che tale iscrizione non si tradurrà in un’equiparazione.
 L’iscrizione all’elenco speciale non comporterà un automatico diritto ad un diverso inquadramento contrattuale o retributivo, ad una progressione verticale o al riconoscimento di mansioni superiori.
Liberalizzazione dei massaggiatori -  Viene infine abrogato l’articolo 1 della legge 403/71 nel quale si sanciva che “la professione sanitaria ausiliaria di massaggiatore e massofisiotarapista è esercitabile soltanto dai massaggiatori e massofisioterapisti diplomati da una scuola di massaggio e massofisioterapia statale o autorizzata con decreto del Ministro per la sanità, sia che lavorino alle dipendenze di enti ospedalieri e di istituti privati, sia che esercitino la professione autonomamente”. Insomma tutti possono definirsi massaggiatori.



Oggi la sanatoria è fatta. Alcuni, tra i quali i fisioterapisti, protestano, visto che ora chiunque, anche i non diplomati, potranno massaggiare.



Ha detto la deputata Pd Elena Carnevali: Una chicca, una vera perla, nella legge di Bilancio M5S-Lega è la “sanatoria” per le professioni sanitarie, che dà meno garanzie ai pazienti. D'altronde, ciò che sa far meglio la maggioranza sono i condoni, e lì si ferma. #manovracontroilpopolo #nocondoni