Metà delle foreste europee scomparse negli ultimi 6mila anni

Una ricerca dell'università di Plymouth basata sull'analisi di antichi pollini rivela un dato preoccupante

La superficie dell'Europa coperta da foreste corrisponde a un terzo del suo territorio

La superficie dell'Europa coperta da foreste corrisponde a un terzo del suo territorio

globalist 17 gennaio 2018

Un gruppo di ricercatori guidati da Neil Roberts, dell'università britannica di Plymouth, ha ricavato dall'analisi di antichi pollini un dato sconcertante: negli ultimi 6000 anni, oltre la metà delle foreste europee è scomparsa. La ricerca è stata pubblicata dalla rivista Scientific Reports.


"Circa 8.000 anni fa, uno scoiattolo avrebbe potuto saltare da un albero all'altro da Lisbona a Mosca senza toccare terra" ha osservato Roberts. All'epoca infatti oltre due terzi dell'Europa centrale e settentrionale erano coperti di alberi. Oggi invece, questa superficie è scesa circa a un terzo, e in alcuni Paesi come Regno Unito Irlanda, la perdita è stata ancora maggiore e vi sono aree dove le foreste coprono meno del 10% del territorio.


I pollini analizzati dai ricercatori sono stati raccolti e catalogati in oltre mille siti diversi.


Datandoli con la tecnica del carbonio 14 e analizzandoli, è stato possibile ricostruire il volto delle antiche foreste e come erano distribuite: è emerso che 8.000 anni fa l'Europa era un continente quasi interamente coperto di boschi, che nel periodo compreso tra 11.000 e 6.000 anni fa erano addirittura cresciuti del 20%. Il disboscamento è cominciato nel Neolitico, con l'introduzione delle pratiche agricole, per far posto a campi e pascoli. La scomparsa delle foreste ha subito un accelerazione verso la fine dell'Età del Bronzo, circa 3.000 anni fa, e ha continuato ampiamente fino ai giorni nostri, sempre per l'agricoltura e il fabbisogno di legname.


Tuttavia, ci sono zone in Europa ancora ricche di foreste, come la Scandinavia, e in generale la tendenza al disboscamento ha iniziato a ridursi, grazie alla scoperta di nuovi tipi di combustibile e tecniche di costruzione, più rispettose dell'ambiente.