Madame Curie nasceva 150 anni fa: "nulla va temuto nella vita, solo capito"

Il 7 novembre del 1867 nasceva la prima donna e l'unica a vincere due premi Nobel in due discipline diverse, per la fisica nel 1903 e per la chimica nel 1911.

Madame Curie
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7 Novembre 2017 - 14.34


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“Dans la vie, rien n’est à craindre, tout est à comprendre”.

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Cosa che, traslata, potrebbe ricordarci, politicamente, come ancora adesso lo sconosciuto e l’ignoto sia quello che ci spaventa di più al mondo: e di come sia spaventoso solo perché non l’abbiamo ancora capito.

Arrivare a concepire la realtà è per noi il modo più immediato e chiaro per possederla: per questo, come diceva una donna intelligente come Madame Curie, il meccanismo del timore può essere disinnescato solamente dalla conoscenza.

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E in questo suo ineusaribile desiderio di comprendere, Marie Skłodowska Curie, nata il 7 novembre di 150 anni fa, ha ‘macinato’ un record dietro l’altro.

È stata infatti la prima donna e l’unica a vincere due premi Nobel in due discipline diverse, per la fisica nel 1903 e per la chimica nel 1911, ed è stata tra coloro che nei primi anni del l ‘900 hanno rivoluzionato la fisica, aprendo la strada alla fisica quantistica che descrive il comportamento singolare della materia nel mondo dell’infinitamente piccolo.

Nata a Varsavia nel 1867, ultima di cinque figli, Maria Curie iniziò gli studi con il padre, professore di fisica. All’epoca in Polonia l’università era proibita alle donne, così seguì per qualche tempo i corsi clandestini dell’Università Volante (Flying University) per le donne. Nel 1891, a Parigi, si iscrisse all’università Sorbona, dove si laureò in fisica e matematica. Lì nel 1894 conobbe Pierre Curie, che diventerà suo marito nel 1895, nonchè compagno nel lavoro di ricerca.
Insieme studiarono il fenomeno per cui i nuclei atomici instabili perdono gradualmente energia emettendo radiazioni. I primi esempi di questo decadimento radioattivo sono stati, nel 1898, il radio e l’elemento che Maria Curie volle chiamare come il suo Paese d’origine: il polonio.

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Per queste scoperte Maria Curie condivise il Nobel per la fisica con il marito Pierre Curie e con Henri Becquerel, che scoprì la radioattività. Nè lei nè il marito vollero mai depositare il brevetto delle loro scoperte, per donare all’umanità i risultati delle loro ricerche. Nel 1911 era stata la volta del Nobel per la Chimica.

Nel frattempo, dopo la morte di Pierre Curie, investito da una carrozza nel 1906, ne ereditò la cattedra di fisica al la Sorbona, diventando la prima donna a insegnare nella celebre università francese.

Durante la prima guerra mondiale Marie, insieme alla figlia Irene (a sua volta premio Nobel per la Chimica nel 1935 insieme al marito Frederic Joliot-Curie), si impegnò come radiologa spostandosi sul fronte con automobili attrezzate con apparecchiature a raggi X, chiamate in suo onore “Piccole Curie”. Iò contatto prolungato con gli elementi radioattivi le costò una grave forma di anemia che nel 1934 al portò alla morte, all’età di 66 anni.

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Con la scoperta della radioattività Marie Curie ha “contribuito a mettere in crisi la fisica classica, basata sulle teorie di Newton e l’elettromagnetismo”, rileva Antonio Masiero, vicepresidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn). Marie Curie ha infatti partecipato attivamente alla nascita della fisica quantistica. “

Nel ‘900 ci sono state due grandi rivoluzioni: la comprensione dello spazio-tempo con la teoria della relatività di Einstein, e quella dei costituenti dell’atomo con la formulazione della fisica quantistica, di cui il lavoro di Marie Curie è uno dei pilastri portanti”, sottolinea Masiero. Nel 1927 Maria Curie aveva fatto parte, con Albert Einstein, Werner Heisenberg e Niels Bohr, del piccolo gruppo di fisici che formularono la teoria quantistica nella conferenza Solvay. Ancora una volta l’unica donna.

 

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