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Hpv, genitori poco preparati: solo 1 su 2 sa che causa tumori anche nell’uomo

Le informazioni sono poche e poco chiare. Inoltre il clima culturale anti-vaccino allontana i genitori dalla vaccinazione per i figli. Al 34% viene sconsigliato.

Vaccino anti-Hpv
Vaccino anti-Hpv

globalist

3 Maggio 2017 - 12.01


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È il Censis a scattare la fotografia della conoscenza che i genitori italiani hanno sul Papilloma virus, il principale responsabile che può portare al cancro delle cervice uterina. Ma non solo. L’istantanea viene scattata con l’indagine “Chi ha paura del Papillomavirus? Com’è cambiato l’atteggiamento dei genitori italiani verso la vaccinazione anti-HPV”, realizzata dal Censis e presentata oggi a Roma.

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Da quello che risulta, i genitori italiani di oggi ne sanno di meno sul Papilloma virus, sulle conseguenze e sulla vaccinazione anti-Hpv anche perché –  a loro dire – le informazioni a riguardo sono poche e non sempre chiare.

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L’85,1% dei genitori afferma di sapere cosa sia il Papillomavirus, ma tra i papà la quota si abbassa al 75,9%. “L’87,4% dei genitori (e quasi la totalità delle donne: il 91,6%) associa correttamente l’Hpv al tumore al collo dell’utero, ma è molto inferiore la percentuale di chi sa che può essere responsabile di altri tumori che riguardano anche l’uomo (47,2%),

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“Il 36,6% dei genitori invece è convinto che si tratti di un virus che colpisce esclusivamente le donne” spiega Ketty Vaccaro, Responsabile area Welfare e Salute del Censis. Le mamme consapevoli che l’Hpv è un virus responsabile dei condilomi genitali si è ridotta di 10 punti, passando dal 43,5% del 2011 al 34,4% del 2017.

Insomma questo è il quadro: su 10 genitori di adolescenti italiani, 9 sanno che alcuni ceppi di questo virus sono responsabili del tumore al collo dell’utero, ma solo uno su due sa che provoca tumori anche nell’uomo. E quasi la metà afferma che le informazioni al riguardo sono poche e poco chiare (49%). 

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Ma come si informano i genitori di oggi? “Sempre più rilevante è il ruolo svolto dai media, ma i professionisti della sanità continuano a mantenere un ruolo strategico nell’informazione” afferma Vaccaro. Il 44,2% dei genitori si è informato sull’Hpv attraverso i media tradizionali, il 39,1% ha ricevuto informazioni dal medico, il 30,7% le ha trovate sul web, il 26,2% per mezzo della rete familiare e amicale, il 21,8% attraverso il servizio vaccinale delle Asl.

Sulla vaccinazione poi è ancora il medico la principale fonte d’informazione (40,8%), seguono i media tradizionali (33,8%), il servizio vaccinale (30,8%), la rete familiare e gli amici (19,9%), il web (17%). Nonostante non sia citata dalle mamme come la fonte prevalente, l’informazione tramite internet acquisisce nel tempo un peso crescente: passa dal 7,5% al 29,9% per l’informazione sull’Hpv e dal 5,2% al 16,6% per la vaccinazione. Si incrementa anche il ruolo informativo del servizio vaccinale, passando dal 22,8% al 34,1% per l’informazione sull’Hpv e dal 35,6% al 46,4% per la vaccinazione.

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Quasi la metà dei genitori afferma però che le informazioni che circolano al riguardo sono poche e poco chiare (48,9%), mentre il 32,5% pensa che circolino molte informazioni ma confuse e contraddittorie.

Nonostante ciò ci sono genitori che scelgono di non vaccinare i propri figli. Perché? Secondo Vaccaro “la motivazione più citata dai genitori (21%) fa riferimento al fatto che la vaccinazione non elimina la necessità di ricorrere al Pap test”. Il 19,7% pensa che non sia il caso di vaccinare una ragazza o un ragazzo per una malattia sessualmente trasmissibile perché ancora troppo giovani. Il 17,8% non si fida del vaccino perché ha sentito che può provocare effetti collaterali. Per il 16,2% costituisce elemento di disinteresse il fatto che la vaccinazione non sia obbligatoria e gratuita per i ragazzi di tutte le età.

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Il 14% non ha fiducia nelle vaccinazioni come strategia di prevenzione. E in più il vaccino anti-hpv risente molto del clima di sfiducia che si sta creando con le crescenti campagna anti-vaccino. Al 34,4% delle mamme di femmine la vaccinazione è stata espressamente sconsigliata (anche dagli stessi professionisti della sanità): la quota è aumentata rispetto al 2011, quando era il 25,6%. Inoltre, tra i genitori che hanno una elevata fiducia nelle vaccinazioni in generale, il 70,9%, pur non avendo vaccinato i figli, è interessato a farlo contro l’Hpv, mentre tra chi si fida poco o per nulla dei vaccini, gli interessati scendono al 20,4%. Tuttavia, anche tra coloro che si fidano abbastanza delle vaccinazioni in generale, la quota di chi è interessato alla vaccinazione anti-Hpv sale al 49,1%, segno che i miglioramenti dei livelli di informazione potrebbero fare la differenza.  L’88,2% dei genitori è favorevole alla scelta presente nel nuovo Piano vaccinale di estendere la vaccinazione gratuita anche ai maschi di 12 anni: un dato che testimonia un’apertura nei confronti di questa specifica vaccinazione per la protezione da un virus che può rivelarsi anche letale.

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